L'appunto al vino
di Fernando Pardini
 
 
Il vino:
Rosso Piceno doc "Vigna Piediprato" 1997
Saladini Pilastri 

Sotto-zona/cru Vigna Piediprato (Ascoli Piceno)

Data assaggi: Aprile 2000

Il Commento:

Il rosso rubino è brillante e profondo, il vino limpido e abbastanza denso. 
L’olfazione ci ricorda il montepulciano, è intensa e abbastanza persistente. Il quadro aromatico è fine ed equilibrato, leggere nuances tabaccose dolci e ben sfumate accompagnano i riconoscimenti di ciliegia matura e selva.
Bello il corpo all’attacco in bocca che si dispone aprendosi e avvolgendo il palato con buon contrasto acido e buona lunghezza. Il finale si asciuga un po’ ma rimane saporito e si compiace su toni caldi e morbidi, anche se un po’ verdi nel frutto. 
Massa tannica non superiore ma di assoluto rispetto e ben distesa, buona la concentrazione che fa assumere in pieno a centro bocca le caratteristiche di un bel sangiovese, fatte di varietalità e sapidità sue proprie.
Eppure sangiovese non è : la rotondità, la grassezza, il contrasto che si prolungano in setosità nel finale sono lì a dimostrarlo. 
Di discreta armonia complessiva è oggi un vino pronto e che penso sia al massimo della sua evoluzione qualitativa. Vino di notevole godimento e bevibilità che se pensiamo che si può trovare sulle 13000 lire in bottiglieria non ci lascia altro da  dire se non : da meditare e tenere a mente, eh sì.


 

Chiosa:

Da tempo mi stavo ripromettendo, parlando e guardando ai vini marchigiani, di approcciare ad un Rosso Piceno, una denominazione questa che non ha mai avuto le attenzioni e i meriti da sempre riscossi dal cugino Rosso Conero.
Ma certe uve  e certe terre sono di sicura elezione, così come chi le lavora, e l’aria che mi pare si respiri nelle Marche oggi è quella di grande rivalutazione perché accompagnata in generale da seri e concreti mutamenti nella conduzione agricola e in cantina.
La Vigna Piediprato, allevata a controspalliera con sesto di 3000 ceppi per ettaro e rese che si aggirano sugli 80 quintali, è una di queste terre vocate : il risultato scaturito dalla vendemmia 1997 è un blend 50/50 di sangiovese e montepulciano e costituisce esempio di buona stoffa, portamento e piacevolezza.
E questi sono pregi.
 
 

 

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