Piccolo viaggio in Borgogna:
le degustazioni

 


 
 
Pinot Neri

1. Marsannay "Les Grosses Tetes" 1996, Domaine Bruno Claire

Colore vivo, giovane, tendente al porpora, non particolarmente concentrato e con unghia evidente.
Impatto olfattivo ben definito: si percepisce nettamente la rosa, poi la frutta rossa: amarena, lampone; grande eleganza aromatica dei profumi, nessuna influenza del legno. 
In bocca l'attacco non è potente, ma levigato; nel centro si sente prepotente il frutto; finale assolutamente privo di tannino. In bocca l'acidità è sostenuta, la beva è elegante, senza avere un passo travolgente, che chiude piuttosto presto la sua corsa. Un vino fresco, elegante e pulito. Va detto a questo proposito che la zona in cui viene prodotto questo vino è la più settentrionale della Côte de Nuit, a nord della quale si fanno solo bianchi.

2. Gevrey-Chambertin Vieilles Vignes 1995, Domaine Alain Burguet

Colore piuttosto intenso, di un vino più maturo, tendente al granato. Rispetto al n.1 il colore è più ricco, ma i profumi sono meno fini. All'olfatto prevalgono le spezie, è meno elegante della media dei Pinot Neri.
Il vino è più concentrato, di bella intensità; qui il tannino è presente nel finale bellissmo, piuttosto lungo e dominato da note speziate.
 

3. Beaune Premier Cru 1995, Domaine Laurent
Colore deludente, spento, evoluto, opaco.
Al naso e in bocca la musica cambia. I profumi sono intensi, più cotti, di confettura di ribes, rabarbaro e liquirizia, e si percepiscono chiaramente anche caffè e vaniglia. Fin dall'inizio la bocca è ricchissima, piena e voluttuosa, pervasa completamente da aromi finissimi.
 
 
 

4. Chambolle-Musigny Premier Cru 1995 "Les Hauts-Doix" 1995, Domaine Robert Groffier Père&Fils

Colore piuttosto intenso, con meno cedimenti rispetto al n.2.
Olfatto di impatto intenso, dolce, dominato da note di caffè, rosa canina, erbe aromatiche. 
La bocca è travolgente: aromatica, potente; il vino si allarga ad ogni giro in bocca, con tannini setosi. Nel complesso più elegante del n.3.
 

5. Pommard Premier Cru Clos De Epenaux 1995, Comte Armand

Colore molto vivo, profumi un po' meno aperti ed espressivi della media dei vini finora degustati. Prevalgono pepe, sensazioni terrose, minerali più che di frutta e fiori. Si percepiscono tannini più energici, un tantino amarognoli. In un certo senso questo vino potrebbe essere definito più "toscano", con tannini meno eleganti, caratteristici della zona di produzione di questo vino, Pommard.

6. Pinot Noir Reserve 1994, Cristom, Willamette Valley (Oregon)

Colore piuttosto intenso; all'olfatto si avvertono profumi di marmellata, rabarbaro, chinotto. 
In bocca, dove si avverte la presenza del legno, l'attacco è dolce. Anche qui abbiamo una bocca ricchissima, con una chiusura piuttosto rapida. Questo vino è la dimostrazione che dall'Oregon vengono le migliori emulazioni dei vini di Borgogna.

7. Pinot Noir 1997, Martinborough Vineyard (Nuova Zelanda)

Il colore appare non troppo carico, quasi evoluto, con unghia evidente. All'olfatto si percepiscono note di caffè, ma anche di buccia di pompelmo, rabarbaro e toni erbacei. Questo profilo olfattivo è piuttosto peculiare, di un vino che affianca profumi terziari (rabarbaro) a toni erbacei, che è sintomo probabilmente di una non perfetta maturazione delle uve. 
L'attacco in bocca è dolce e prepotente (forse la cosa più convincente), ma il tannino sul finale è amarognolo e si ritrovano le note vegetali. Una disposizione di bocca contraddittoria e scomposta, caratteristica negativa che rende il vino discutibile soprattutto tenendo conto che una buona entrata in bocca non è il carattere che faccia grande un Pinot Nero.
Il carattere erbaceo dei profumi, e cioè la sotto-maturazione delle uve, in Borgogna sarebbe stata accompagnata da una alta acidità, che in questo vino non è stata riscontrata. In una degustazione cieca, questo sarebbe stato un buon indizio per motivare una provenienza non borgognona del vino.

8. Volnay Les Mitans Premier Cru 1996, Hubert de Montille

Colore vivo di un vino giovane, colore che lascia indovinare una grande concentrazione. I profumi sono molto composti, un po' chiusi, ma che via via si aprono mostrando sentori intensi di ribes e di viola. Rispetto al vino precedente il frutto è nettamente più ben delineato e intenso. 
In bocca ha una buona acidità, e un finale pulito, né amaro e né vegetale, ed ha una grande succosità. È un vero, classico Pinot Nero.

9. Pommard Premier Cru Jarollières 1997, Jean-Marc Boillot

Colore piuttosto concentrato. Profumi dapprima di terra, ma poi si aprono verso la confettura di lampone e il cioccolato. 
Bocca molto ben disposta, con attacco deciso, centro bocca e finale ricchissimi.

10. Nuits St. Georges Premier Cru "Les St. Georges" 1996, Chicotot Georges

Colore rubino non particolarmente intenso, profumi di rosa canina, lampone, noce moscata; insomma: fiori, frutto, spezie. 
In bocca il vino è più verticale che largo. Infatti, ad una buona lunghezza non corrisponde grande concentrazione e polpa; si percepiscono anche sentori di rabarbaro. In corrispondenza al centro bocca il vino subisce un certo calo, ma si ridistende bene nel finale.

11. Charmes-Chambertin Grand Cru 1996, Geantet-Pansiot

Colore piuttosto intenso che fino a qualche tempo fa non si sarebbe assegnato ad un Pinot Nero. Al naso, si avvertono note boisé accompagnate da pepe e sensazioni di frutta nera, soprattutto mora. Ad esse si aggiungono accenni di liquirizia fresca, ed anche di catrame e goudron, che danno al vino dei caratteri di leggera sovraestrazione. Tannino masticabile e assolutamente non amaro.

12. Charmes-Chambertin Grand Cru 1993, A. Rousseau

Colore di media intensità, con tonalità piuttosto evoluta. Rispetto al vino precedente, il frutto è meno presente, e sono avvertibili i segni dell'evoluzione. Profumi di carne, terra, sottobosco, tartufo, ma anche, a seguito dell'ossigenazione, di confetture. 
In bocca il vino è largo e progredisce con sicurezza, e anche se il tannino è stato perso, essa è riempita da una irrorazione continua. Emergono note nette di rosa; il vino si mostra lungo, elegante, di grande classe.

13. Hospices de Beaune Cuvée Nicolas-Rolin 1989

Colore piuttosto scarico, con evidenti cenni di evoluzione nella tonalità. Profumi piuttosto chiusi, con note di sottobosco. Si avvertono sensazioni piuttosto stanche, dolciastre, in cui prevalgono prugne e mela cotte, profumi di foglie secche. 
In bocca non è un vino cadente, presenta una fresca acidità, unita ad una punta di amarognolo.
 
 

Chardonnay

1. Puligny-Montrachet Premier Cru "Champ-Canet" 1997, Jean-Marc Boillot

Colore vivo e di grande brillantezza.
All'olfatto il vino presenta profumi di fiori bianchi, ma anche note speziate e minerali (pietra). Si sente l'apporto sia del frutto che del legno; emergono agrumi, miele. 
La bocca è eccezionale, con gli agrumi che spiccano, accompagnati da una vena acida. Il vino ha buona tessitura ed è ben distribuito in bocca.

2. Meursault-Charmes Premier Cru 1994, Louis Latour

Vino decisamente più maturo, con un profumo di nocciola che spicca su tutti, affiancato anche qui da note minerali. 
In bocca è più maturo, più grasso, meno acido, ed ha una disposizione di bocca meno uniforme: l'attacco è seduto, poi si assesta, si allarga bene fino ad un finale lungo, in cui prevalgono note di nocciola e miele.

3. Corton Charlemagne Grand Cru 1994, Louis Latour


È nettamente il vino dai profumi più floreali (gelsomino), anche se si percepiscono chiaramente anche note di nocciola e pompelmo. 
In bocca il vino ha un'entrata sostenuta e un passo crescente di intensità. Si mostra molto concentrato, con più estratti, con meno acidità rispetto ai precedenti. Nel finale, pressoché interminabile, si percepiscono note burrose.
 

4. Chablis Grand Cru Chateau Grenouille 1996, La Chablisienne

Il colore appare paglierino piuttosto scarico, e i profumi a bicchiere fermo appaiono piuttosto semplici. 
All'olfatto emergono profumi di mele, agrumi, e note floreali piuttosto spiccate, che sono accompagnate dai profumi secondari dei lieviti. 
In bocca l'attacco è piuttosto debole, poco espressivo e l'assetto gustativo è dominato dall'acidità che frena il vino e non lo fa espandere, fino ad una conclusione tuttavia di discreta lunghezza.
 

5. Pouilly Fouissé Les Menetriéres 1995, A. Ferret

Di colore paglierino molto carico, questo vino presenta profumi personalissimi, molto maturi, che a bicchiere fermo hanno il netto carattere della pasticceria e del biscotto. 
In bocca, coerente col naso, prevale ancora la nota dolce del biscotto; come nel vino precedente l'acidità contrasta con il calore dell'alcol e delle morbide note aromatiche. L'intensità è crescente, e il vino è lungo e largo.
 
 
 
 
 
 

6. Macon Clesse Cuvée Levoutrieres 1995, Jean Thevenet

Questo Chardonnay si ottiene con vendemmiando le uve leggermente surmature e parzialmente attaccate da muffa nobile. Ha colore paglierino carico; al naso e in bocca prevalgono i tratti dei fiori gialli, di caramellato e di buccia di agrumi canditi.
 
 


Degustazioni guidate a cura di Ernesto Gentili,
responsabile per la Toscana della Guida dei Vini d'Italia
del Gambero Rosso - Slow Food Arcigola






 

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