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Il vino:
Cabernet Sauvignon Refolà 1995
Vigne di San Pietro
Data assaggio:
novembre 1999
Il Commento:
Già alla vista vuol mostrare di che pasta è
fatto: quasi nero e impenetrabile, di mirabile consistenza disvela poi
al naso sviluppo aromatico intenso e molto fine giocato tutto sulla evoluzione
terziaria dei profumi dove il varietale viene meno nei confronti delle
sensazioni di china, cioccolato, liquirizia ed erbe aromatiche molto bene
amalgamate e persistenti, con note di pelliccia bagnata e cuoio in sottofondo.
Caldissimo in bocca eppur grandemente morbido dona coerenza
all'olfatto con maggiore persistenza.
Dominata ad inizio beva ancora da erbe aromatiche e leggermente
balsamiche la bocca resta poi avviluppata in un bouquet terzializzato di
buona avvolgenza dove spiccano il cacao puro e il goudron che lasciano
un finale di bella lunghezza e profondità.
Vino dalla beva vellutata e masticabile, cremosa direi,
che ha una potenza incredibile ma ben equilibrata dalle essenze infuse
dal rovere piccolo. Attualmente è un vino pronto che può
durare ancora un po' di anni.
Per certi versi, pur provenendo dalle colline di Sommacampagna,
nel Veneto dei bardolini e dei bianchi di Custoza, trova diversi punti
in comune con un cabernet alto atesino di pari annata degustato qualche
mese prima: il Freienfeld dei Produttori di Cortaccia: entrambi ci mostrano
la rimarchevole differenza rispetto ai cabernet toscani. In questi
ultimi ci ritrovo maggiori ardore e nervosismo, tipici se vogliamo dei
grandi vini della mia regione, e per questo forse li sento più vicini
al mio ideale di gradimento.
Ma il gradimento, pur nella diversità, è
assicurato anche dal Refolà, che credo avrà o vivrà
un radioso futuro.
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