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Il vino:
Paestum Bianco
igt "Kràtos" 1998
Luigi Maffini
Data assaggi:
Dicembre 1999
Il commento:
Da annoverare senz'altro
tra i vini che potranno segnare una nuova rinascenza della vitivinicoltura
del Cilento (se mai vi fosse stata una vera e propria nascita, perlomeno
in senso qualitativo) il Kràtos 1998 del giovane vignaiolo
di Castellabate Luigi Maffini è frutto della vinificazione
di uve fiano in prevalenza con l’aggiunta di uve Greco, senza che incontrino
sul loro cammino legno alcuno. All'assaggio si presenta con un colore giallo
oro sgargiante e brillante, di bella consistenza. Il naso è fine,
intenso e mediamente persistente, sostanzialmente fruttato (percepisco
pesca poi, più fitta, l’albicocca) ma che ad ascolto più
attento richiama anche essenze floreali. In bocca ha un gusto pieno: la
notevole concentrazione di estratti e la carica glicerica donano rotondità
e morbidezza rimarchevoli ben equilibrate dalla spinta acida (citrina)
e sapida (iodio, succo d'ostrica) del frutto ancor giovane. Il finale è
di bella lunghezza e le sensazioni che lascia sono sapide e burrose. Vino
pronto di pregnante beva, riesce ad avere una struttura e una concentrazione
degne dei migliori fiano di cui non avevo più notizie.
Il prezzo in bottiglierie
care può arrivare alle sedicimilalire, meritatissime.
Un consiglio: gustatelo
con due o tre gradi in più rispetto ai canonici 10°.
Chiosa:
Seppure alla terza
o quarta vendemmia, questo vignaiolo di Campania, che coltiva vigne (poche
per ora) nella Valle di Diano in provincia di Salerno mi pare abbia le
idee chiare sul da farsi, tanto da metterle già in campo. Alla luce
di quanto potuto apprezzare nel suo Kràtos meriterà senz’altro
approfondire l’argomento cercando di reperire (non penso sia semplicissimo)
i suoi vini rossi che portano nomi quali Klèos e Cenìto,
frutto della vinificazione di vitigni storici della zona, quali l'Aglianico
e il Piedirosso.
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