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Il vino:
Dolcetto di Dogliani "San Luigi" 1997 - Chionetti
Data assaggi:
Dicembre 1999
Il commento:
Il rosso è di quelli accesi, purpureo e quasi brillante;
la densità non è propriamente fitta. Al naso assicura aromi
fruttati in buona evidenza (confettura di ciliegie in primis), varietali,
su impianto piuttosto ampio e abbastanza persistente.
Il palato è più scorrevole del previsto,
con acidità in difetto, ed è giocato sulla corposità
della sulla nota alcoolica, potente ma ben equilibrata dalla sapidità,
e su un frutto presente ma non concentratissimo. La beva ne risulta pur
tuttavia setosa e intrigante, forse non troppo sfumata ma assolutamente
peculiare, con nerbo, austera se vuoi ma calda, che non ammicca a "facili"
morbidezze, e, soprattutto, particolare. La trama tannica è ben
distesa e piuttosto larga e non consente quindi la piena rotondità
nella beva ricompattandosi solo nel finale, dove ci si sofferma e ci si
compiace sui toni caldi e amarognoli del retrogusto, fatti anche di sottobosco.
Attualmente può definirsi un vino maturo, che può
farsi valere ancora per un po' mentre l'equilibrio e l’armonia sono in
parte compiuti; e tutto questo non va a scapito della piacevolezza.
Sugli scaffali può trovarsi a circa 15000 lire
che, stanti la storia e la denominazione che intende rappresentare, non
inducono a ripensamento alcuno.
Chiosa:
Così come la storia del Pigato passa tra le viti
e le cure di Pippo Parodi penso di non sbagliare se dico la stessa cosa
per il dolcetto di Dogliani e le viti (e le cure) di Quinto Chionetti e
famiglia.
È indiscutibile il carattere del vino che, essendo
così poco sfumato e così "da affettare col coltello" può
far storcere il naso a qualcuno e ad altri farlo raddrizzare.
Io apprezzo lo spirito e la verve, lo stile direi,
di questo San Luigi perché lo sento vicino alla sua terra e alle
tradizioni che vuole tramandare. Indubbie la sostanza infusa e il mestiere
di chi lo fa; tanto che curiosità impellente vorrebbe alla prova
il celebre Briccolero, anch'esso essenza di Dolcetto della denominazione
Dogliani, anch’esso da vigneto singolo ma più del San Luigi emblema
di uno stile.
Ne riparleremo.
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