L'appunto al vino
di Fernando Pardini




Il vino:
Chianti Classico docg "Da Gino" 1997 - Le Miccine
Sottozona:
Gaiole in Chianti
Data assaggi:
Dicembre 1999

Il commento:

Il commento a questo vino deve partire con una "lavata di capo" da fare a me medesimo perché le sensazioni avute al primo (per la verità fugace) assaggio, avvenuto negli stand di degustazione allestiti per il Settembre Gaiolese nella piazza principale del piccolo e celebre borgo chiantigiano, e riportate entusiastiche nel resoconto pubblicato su questa rivista, non sono assolutamente le stesse di oggi, chè le scrivo dopo attenta degustazione.

Se infatti rimangono pur sempre valide le considerazioni sulla eleganza aromatica lo stesso non può più dirsi sulla struttura gustativa, che sconta una evidente mancanza di concentrazione del frutto e di massa tannica, alle quali si aggiunge poi una acidità carente. Il quadro che ne risulta è quello di un vino disarmonico e non abbastanza equilibrato, già troppo evoluto per la sua età e per l’annata; però andiamo con ordine…..

Intanto già nel bicchiere denota qualche problemino in quanto il rosso rubino è dilavato sui bordi e piuttosto scorrevole; al naso invece rivela le sue doti migliori in quanto riesce con intensità e persistenza discrete a farci arrivare sensazioni fruttate (ribes nero su tutti) su fondo via via più marcato ma elegante di vaniglia e rovere dolce (barrique?) e una composita speziatura dove riconosco cannella e pepe. L'esame olfattivo quindi è tutto sommato soddisfacente se si tiene conto della sostanza (magra) che si profila e quindi riuscire a estrarre profumi di questo tipo e accollarsi il contributo di un rovere piccolo che collabora e non sovrasta, è pur sempre una cosa lodevole.

In bocca i nodi rivanno al pettine: essa è troppo scorrevole per essere un vino della sua categoria e questo dovuto com'è ad una mancanza di estrazione del frutto e a una massa tannica prosciugata. Poco fresco e mediamente sapido, si mostra abbastanza caldo e piuttosto morbido ma ci vorrebbe il contributo di una acidità più spinta (più tipica)  per equilibrare maggiormente il quadro.
Attualmente è un vino sicuramente maturo che non penso abbia grosse possibilità di mantenimento nel futuro: incuriosisce come detto l’aspetto aromatico (malvasia nera?) e tutto sommato la semplice bevibilità.

Chiosa:

Le Miccine è una piccola e giovane azienda che ha il pregio e il difetto di nascere in un territorio forte, blasonato, caratteriale (per i vini si intende) come quello gaiolese: dobbiamo pretendere di più e credo che una attenzione maggiore agli aspetti colturali di vigna porterà a risultati in linea con la tradizione del terroir.
Da una visita in azienda effettuata pochi mesi fa mi è parso che l’attenzione si concentri (e giustamente) solo sul Chianti Classico: il prezzo è eccessivo (sulle 23000 a bottiglia) così come piacevoli invece sono la consapevolezza di voler crescere qualitativamente e la simpatia del direttore Isidoro Zerial.
Sarei curioso di sapere degli esperimenti che vanno conducendo, in barrique, per un vino da meditazione fatto di sole uve bianche.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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