L'appunto al vino
di Fernando Pardini



 


Il vino:
Barbera d'Alba doc "Trevigne" 1997
Domenico Clerico
Sotto-zona:
Monforte d'Alba (Cn)
Data assaggi:
Gennaio 2000

Il commento:

Cupa e concentratissima, questa barbera di Domenico Clerico si dispone nel bicchiere densa e quasi impenetrabile; la "cupezza", strano a dirsi, si rivela anche nell'olfazione, dove il vino stenta a delinearsi con nitidezza e predilige lunga ossigenazione per aprirsi un po': se la qualità olfattiva non può che definirsi fine l'intensità aromatica si fa prepotente per poco tempo poi sfuma, mentre la persistenza non è ancora ottimale ed è giocata principalmente sulla confettura di more, sulla china, sulla grafite e solo in fondo sui sentori "dolci" di amarena e tabacco.
Ma è sicuramente al palato che questo vino, tutto sommato non facile, gioca le sue carte migliori, che sono la concentrazione e la potenza. Irruento e travolgente, mostra una massa tannica di qualità che ben sorregge la struttura e che viene equilibrata da una componente polifenolica importante. In bocca si apprezzano appieno l'intensità e la lunghezza, che ci lascia con sensazioni morbide e molto calde, mentre assai più riconoscibile è il frutto rispetto a quanto si apprende al naso, perché qui si spande cremoso e dolce.
Attualmente è abbastanza equilibrato e abbastanza armonico: le varie componenti sono soggiogate dalla potenza e dalla alcoolicità ed il frutto, seppure abbia già assorbito il contributo del rovere, non riesce a donare ancora un quadro dolce e chiaro d'insieme come solitamente nei (grandi) vini di Clerico accade.
La sostanza però non lascia dubbi per il mantenimento: anzi sono convinto che attualmente si possa parlare di un vino giovane/pronto che abbisogna di affinamento ulteriore per distendersi un po' e mostrare quegli altri aspetti qualificanti ora come ora nascosti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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