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Il vino:
Barbera d'Alba doc "Trevigne" 1997
Domenico Clerico
Sotto-zona:
Monforte d'Alba (Cn)
Data assaggi:
Gennaio 2000
Il commento:
Cupa e concentratissima, questa barbera di Domenico Clerico
si dispone nel bicchiere densa e quasi impenetrabile; la "cupezza", strano
a dirsi, si rivela anche nell'olfazione, dove il vino stenta a delinearsi
con nitidezza e predilige lunga ossigenazione per aprirsi un po': se la
qualità olfattiva non può che definirsi fine l'intensità
aromatica si fa prepotente per poco tempo poi sfuma, mentre la persistenza
non è ancora ottimale ed è giocata principalmente sulla confettura
di more, sulla china, sulla grafite e solo in fondo sui sentori "dolci"
di amarena e tabacco.
Ma è sicuramente al palato che questo vino, tutto
sommato non facile, gioca le sue carte migliori, che sono la concentrazione
e la potenza. Irruento e travolgente, mostra una massa tannica di qualità
che ben sorregge la struttura e che viene equilibrata da una componente
polifenolica importante. In bocca si apprezzano appieno l'intensità
e la lunghezza, che ci lascia con sensazioni morbide e molto calde, mentre
assai più riconoscibile è il frutto rispetto a quanto si
apprende al naso, perché qui si spande cremoso e dolce.
Attualmente è abbastanza equilibrato e abbastanza
armonico: le varie componenti sono soggiogate dalla potenza e dalla alcoolicità
ed il frutto, seppure abbia già assorbito il contributo del rovere,
non riesce a donare ancora un quadro dolce e chiaro d'insieme come solitamente
nei (grandi) vini di Clerico accade.
La sostanza però non lascia dubbi per il mantenimento:
anzi sono convinto che attualmente si possa parlare di un vino giovane/pronto
che abbisogna di affinamento ulteriore per distendersi un po' e mostrare
quegli altri aspetti qualificanti ora come ora nascosti.
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