L'appunto al vino
di Fernando Pardini
 
 
Il vino:
Chianti Classico docg Riserva 1995
Castello di Brolio

Sotto-zona:
Gaiole in Chianti

Data assaggi:
Febbraio 2000

Il commento

Questo Sangiovese in purezza di casa Ricasoli presenta un colore rosso rubino di buona pienezza e di media consistenza, più che limpido. Al naso rivela qualità olfattiva fine seppur l'intensità e la persistenza non siano superiori. Attualmente mostra sentite sensazioni fumé che impediscono agli aromi fruttati di disvelarsi appieno e per questo si manifestano composti sì ma poco nitidi e non esuberanti; si riconosce la profondità delle more di rovo.  La speziatura è lieve.
In bocca il frutto è sicuramente più espressivo; il vino è secco, abbastanza morbido, con tannini old style che non tradiscono una materia prima di sicuro interesse ma che oggi tendono ad asciugare un po' troppo l'impianto rendendo la beva leggermente rigida. Sicuramente caldo, si rivela nel gusto equilibrato e nel complesso abbastanza armonico regalando sensazioni piacevoli nel finale, non lunghissimo.
Un consiglio per l'assaggio: stappatelo molto prima e scaraffate, che ne ha bisogno.
Infine sui prezzi: su tutta la linea  Ricasoli-Castello di Brolio (bassa o alta che sia) estrema correttezza, non c'è che dire.

Chiosa:

La chiosa per ricordare l'eccellente impressione che questo vino mi destò al primo assaggio, un anno fa. Il portamento e la profondità risultavano allora ben espressi e l’armonia complessiva pienamente realizzatasi. A distanza di un anno il piacere sta ancora nel percepire una materia prima di tutto rispetto: con lavoro attento e lungimiranza si potrà arrivare nel futuro a risultati di qualità assoluta. Da ricordare comunque che con il 1995 si chiude la parentesi del Chianti Classico Riserva Castello di Brolio: dalla vendemmia successiva infatti vi sarà la sola riserva chiamata Rocca Guicciarda, che già mi dicono di notevole spessore nella versione 1996.

La chiosa inoltre per ribadire, come se ce ne fosse bisogno, che questa nobile cantina da qualche tempo ha ritrovato la diritta via, e le tappe mi pare che siano state "bruciate" in fretta: basti pensare al godibilissimo e morbido Chianti Classico 1997, senza scomodare il magnifico cru  Casalferro.
Questo merito vada alle vigne e alle cantine certo, ma io lo assegno anche alla competenza del proprietario, che fa di nome Ricasoli, e alle sue sincere affabilità e simpatia.
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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