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di Fernando Pardini |
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Il vino: Sotto-zona:
Data assaggi:
Il commento: Non si può nascondere l'estrema
accortezza con cui mi sono avvicinato a questa Barbera d'Alba del "grande"
Bruno Giacosa tanto alta è la considerazione che ho per il blasone
della cantina e per il nome che porta. Il quadro olfattivo austero e maturo fa riscontro anche in bocca dove la massa tannica, ormai completamente svoltasi, e la acidità carente, fanno apprezzare un vino che gioca oggi sulla morbidezza le sue carte: si aggiunga poi un tenore alcoolico abbastanza caldo e un deciso carattere secco ed ecco dispiegato un quadro gustativo ancora abbastanza fine dove ci si compiace per mancanza assoluta di asperità dure se non fosse per un frutto ormai un po' troppo prosciugato che rende la struttura rigida e meno avvolgente di quanto si vorrebbe. Decisamente maturo, non val la pena attardarsi a berlo in quanto la sua vita utile va declinando: il carattere secco e asciutto, la mancanza di concentrazione e la carica polifenolica non accentuata ne fanno un vino "d'altri tempi", non in linea con le nuove tendenze ma sicuramente immagino con le convinzioni di un produttore storico delle Langhe qual è Bruno Giacosa. Il portamento serio e austero non compromette abbinamenti azzeccati e godibili a base di essenziali preparazioni di carni rosse (leggi filetto alla brace) o di selvaggina non troppo elaborata (leggi fagiano arrosto). Prosit.
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