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Il vino:
Alsace aoc Riesling Cuvée
Jean-Baptiste 1997
André Shere
Sotto-zona: Husseren-les-Chateaux
(Haut-Rhin)
Data assaggi: Febbraio
2000
Il Commento:
Chi solitamente porta il cappello
dovrà per un attimo toglierselo e far d'inchino di fronte a questo
bicchiere di riesling che viene da lontano: intendiamoci, ci saranno senz'altro
riesling migliori ma a parer mio, tenuto conto anche del prezzo, si tratta
di un bel gustare. Intanto il colore è giallo paglierino non propriamente
acceso, con nuances verdoline, di bella trasparenza e media densità.
Il registro aromatico è improntato su un variegato melange
di minerale e sottobosco, più sotto floreale, con intensità
e persistenza mirabili a realizzare un quadro olfattivo fine ed equilibrato:
in progressione riconoscimenti di essenze balsamiche e muschio di bella
profondità e sentita particolarità. In bocca poi il contrasto
acido sorregge e consente alla struttura di svilupparsi avvolgente, abbastanza
calda, estremamente rotonda, essenzialmente equilibrata tra la sapidità
(qualche nota di zucchero residuo si sente) e la morbidezza, rilasciando
sensazioni varietali prolungate ed eleganti per un finale lungo e piacevole.
Ben ritagliato sulla precisione del frutto, è un vino che si lascia
bere con estrema godibilità a prezzi che in cantina stanno sulle
24000 lire. Da meditare e tenere a mente.
Chiosa:
Questo assaggio mi ha nuovamente
sorpreso, per il carattere e il portamento, quasi come la prima volta,
quando ho avuto occasione di conoscere sul posto la cantina, la famiglia
Sherer e assaggiarne i vini: la sorpresa allora fu grande e quando i simpatici
coniugi mi fecero tastare il polso del loro "standard" mi resi conto forse
per la prima volta delle enormi potenzialità della vitivinicoltura
alsaziana: mantengo vivido il ricordo di un tokay pinot-gris 1998 vendemmia
di St. Martin e di eccellenti gewurz provenienti dal Grand Cru Eichberg
(versioni 1996 e 1997), per non parlare delle preziosissime (queste sì
anche nel prezzo) vendanges tardives; mantengo pure il ricordo di
una famiglia intera unita fortemente dal vino, estremamente aggrappata
alle sorti e alle bizzarrie della propria terra, in più molto disponibile
e preparata (anche sui vini non francesi, e rossi per di più) di
cui l'unico "dispiacere" fu un commento su alcuni rossi italiani (non ben
identificati) che pagarli trentamila lire secondo loro era un prezzo troppo
salato, stante la qualità. Quanti metri di paragone, quanti metodi
di giudizio si incontrano a girovagar pel mondo…
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