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Il vino:
Morellino di Scansano doc "Capatosta" 1998
Poggio Argentiera
Data assaggi: Marzo 2000
Il Commento:
Il rubino brillante, profondo e denso che traspare
dal bicchiere di questo Morellino chiamato Capatosta è assai rimarchevole
per cromaticità e concentrazione antocianica. L'olfazione ci conduce
con mirabile intensità ad un quadro che quasi quasi sfiora l'eccellenza:
è ampio, vinoso, lievemente etereo, fruttato. Si riconoscono frutti
di bosco in miscela finissima e persistente che ti accompagnano fino alla
beva, niente di più coerente con l'olfatto, in cui il vino sprigiona
da subito sostanza e densità tattile lodevoli, un appannamento a
centro bocca e una buona lunghezza nel finale e nel retrogusto.
Il quadro gustativo che se ne ha appare intenso
e persistente, l'apporto tannico del rovere è sicuramente già
domato dalla esuberanza del frutto, la tannicità propria è
distesa, assai compatta, "dolce" e marcatamente setosa, la morbidezza è
ai massimi livelli mentre l'acidità è carente cosicchè
il vino risulta squilibrato verso toni morbidi eccessivi, anche se non
molli, che danno sicuramente rotondità all'impianto ma poco contrasto.
Corposo eppure elegante, globalmente fine, caldo e fruttato nel finale:
ecco le sensazioni che mi sono rimaste di questo pur sorprendente vino
della Maremma, a me sconosciuto, che gioca le sue carte sulla accentuata
estrazione polifenolica e glicerica quindi sulla carnosità e la
morbidezza.
Ha scontato 12 mesi di barrique e 6 mesi di affinamento
in bottiglia, al momento dell'assaggio è a pochi giorni dalla sua
commercializzazione: può definirsi giovane ma anche pronto, per
via dell'assenza di certi toni duri segno a volte di esuberante gioventù
ancora da domarsi. Un vino abbastanza armonico e tendenzialmente equilibrato
nelle varie componenti da meditare e da tenere a mente e che in ristoranti
dai giusti ricarichi può trovarsi a 35000 lire o giù di lì.
Chiosa:
Dell'azienda Poggio Argentiera e del suo
vignaiolo Gianpaolo Paglia niente so: l'unica attuale traccia sta
in questo vino, che la curiosità crescente verso la Maremma e i
suoi prodotti mi ha portato a conoscere di recente. Certamente la curiosità
viene stimolata dall’etichetta, quando si legge "95% sangiovese, 5% alicante"
oppure "gradi 14,5°": l’assaggio è d'obbligo. La risposta la
leggete da soli nel mio commento, qui mi sento di ribadire che se vi fosse
maggiore contrasto acido e sapidità potrebbe avere una spinta in
più, che ne realizzerebbe maggiore carattere e nerbo: in questo
modo, ferme restando la sua struttura "da competizione" e la sua stoffa,
ne farebbe vedere delle belle, belle che in buona parte già si vedono.
Ne sentiremo riparlare.
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