L'appunto al vino
di Fernando Pardini

 

 

Le premesse:

L’appunto riguarda in realtà tre vini, degustati nel corso di una simpatica cena alla quale ho partecipato alla fine di luglio 1999 in un ristorante-enoteca versiliese.

La cena ha visto la presenza sul tavolo di maccheroni con sugo di galletti; di una tagliata di manzo con funghi fritti; di un plateau di formaggi italiani ed esteri di buona fattura.

I vini da me scelti e che vado brevemente a commentare sono stati:

Chardonnay 1997 – Planeta

Barbera d’alba doc "Masserie" 1996 – Boschis

Merlot di Toscana igt "Rendola"1997 – Poggio al Pino.

Il commento:

Di colore giallo dorato brillante e consistente, così si presenta lo Chardonnay Planeta 1997,vino che assaggio per la seconda volta in vita mia (il primo fu però dell’annata 1995) conscio delle lodi perpetue tessute dalla critica enologica "ufficiale" verso questa giovane realtà viticola siciliana.

Sicuramente di forte impatto olfattivo il vino dispiega un quadro dominato dal rovere e dalla speziatura di vaniglia sul quale si avvertono note di albicocca a sottolineatura del frutto, ben presente.

Di qualità indubbiamente fine ,sicuramente molto intenso e "solo" persistente.

Alla bocca si accompagna con buona morbidezza dovuta alla presenza sentita del rovere e conferma quanto denunciato al naso dimostrandosi di ottima persistenza, caldo e abbastanza fresco. Le sensazioni finali sono avvolgenti e morbide.

Da rimarcare il lodevole abbinamento con un piatto anche saporito a base di funghi ben retto dal vino che rilanciava molto bene verso la pietanza, lasciando la bocca pulita e pronta per il boccone successivo.

L’appunto critico che mi vien da fare è quello di una avvertita diluizione sul finale di bocca ben integrata comunque dall’apporto del rovere che salva in questo caso una carenza (poca comunque) di struttura ovvero di frutto.

Vino importante, sullo stile che potremmo definire ormai siciliano, anche se penso che in California sia questa la maniera di concepire lo chardonnay in vino e che a questa maniera ci si voglia accostare.

In qualche modo si lascia ammirare e ci fa ricordare molto la terra dal quale proviene.

NOTA: un accenno ad uno chardonnay degustato pochi giorni prima e che mi ha lasciato a bocca aperta per integrità del frutto, struttura e persistenza eppure così diverso da quello di Planeta: lo chardonnay 1997 di Vinnaioli Jermann , da Farra di Isonzo e senza legno, sta lì a dimostrare la maniera italiana di fare ottimi vini bianchi.

A seguire un vino veramente rimarchevole per pulizia e struttura: la Barbera d’Alba 1996 ‘Masserìe’ di Francesco Boschis da Dogliani.

Proveniente dal comune di Roddino d’Alba il vino conserva un frutto deciso e ben sottolineato dalla vinosità e dal fruttato intenso (di ciliegia) a cui si sposa gentilmente e si fa sentire il legno che dona, specie al palato, spessore e morbidezza, lasciandone beva eccellente e buona bocca. Un vino che vorrei sottolineare anche per un prezzo interessante, stante la qualità espressa (siamo sulle 22000 lire al ristorante).

Infine, assieme alla selezione di formaggi che spaziava dal blue stilton ai roquefort ai gorgonzola fino ai caprini freschi ed aromatizzati e ai tetes des moines svizzeri, ecco spuntare un piccolo gioiellino nascosto dell’enologia toscana, proveniente da una azienda e da una realtà viticola outsider come quella dei colli aretini.

Il merlot ‘Rendola’ 1997 si presenta con colore rosso rubino e quasi impenetrabile con nuances violetto scuro, denso e compatto.

Sprigiona una intensità aromatica ed un eleganza olfattiva degne di tal nome e perdurando nella ossigenazione riesce a virare continuamente in profumi diversi mostrando ottima persistenza.

Sicuramente si fa sentire il rovere che domina e regola la struttura rendendola suadente ,pur nella notevole compattezza ; finale molto lungo con sensazioni calde e morbide a chiudere il quadro; rimandi finali di torrefazione e liquirizia consentono di realizzare un armonia complessiva ottima e un equilibrio quasi perfetto.

Un vino che ricorderò e che mi sento di suggerire: sicuramente ne risentiremo parlare. Costo al ristorante sulle 35000 (credo) ma meritate.

NOTA: si tratta di merlot lavorato allo stile Montiano per intenderci, e comunque questa annata e questo vino sono sicuramente di personale maggior gradimento rispetto all’ultima annata in commercio di Montiano da me assaggiata recentemente, che resta pur sempre un buon esempio e viatico di merlot della nuova generazione.

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