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L'appunto
al vino |
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Premessa: Vera e propria sorpresa agostana, scoperta non per caso nella calura incipiente di quei giorni. Si tratta di un vino rosso, a base di uve sangiovese e che viene dall’Umbria il cui nome è: Sangiovese Umbria igt 1998 – La Carraia. La data d’assaggio: agosto 1999 Il commento Di colore rubino intenso e senza sbavatura, brillante e abbastanza consistente il vino si presenta olfattivamente intenso e di buona persistenza, con fragranza nitida e chiara di frutti rossi e viola e con leggero ed elegante boisé. Di qualità senza dubbio fine colpisce ancor più alla bocca, dove la corrispondenza gusto olfattiva si sta completando molto bene e dove l’impianto risulta disteso e tendenzialmente morbido con trama tannica di qualità. Percepisco un po’ di rovere ad assaggio più attento mentre l’equilibrio gustativo è in piena realizzazione tra l’acidità e la sapidità del frutto e la giusta nota alcoolica. Sicuramente secco e di corpo si chiude con discreta persistenza e lascia sensazioni leggermente boisée e varietali. Deliziosa la beva e la tenuta alla ossigenazione prolungata. Vino che potrà ancora dimostrare qualcosa almeno per un anno. Ai margini A margine ma mica tanto ci stanno la bella realtà rappresentata da questo vino e dalla azienda che lo crea. La Carraia appartiene alla zona di Orvieto ed ha tra gli obiettivi anche quello di rimuovere dal torpore una denominazione (quella appunto dell’Orvieto Classico docg) che quasi mai ultimamente ha saputo donare frutti qualitativamente superiori nei suoi vini bianchi. Sul fronte dei rossi questo vino dimostra la competenza di questi signori, che si avvalgono della consulenza enologica di Riccardo Cotarella; vino che viene sfornato in buona quantità (credo attorno alle 130000 bottiglie per l’annata 1998) ed a prezzi da capogiro: circa 8000(ottomila) lire in bottiglieria e che annovero tra i migliori rossi d’Umbria che io abbia assaggiato da qualche anno a questa parte. Curiosità: Mi incuriosisce l’ennesima variazione sul tema merlot che La Carraia propone nel suo vino simbolo, il Fubiano (nel taglio ci deve essere anche cabernet sauvignon) di cui si tessono lodi a destra e a manca e che non mancheremo di scoprire(si parla di alti livelli qualitativi a prezzi attorno alle 26-30000 la bottiglia). Alla prossima.
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