Il Vino:
Barbera d’Alba 1998 - Matteo Correggia
Data assaggi: ottobre 1999
Il commento:
Colore rubino senza sbavature, fitto, limpido e di grande consistenza.
Al naso disvela una qualità indubbiamente fine, dove molto pronunciata
è l’intensità olfattiva e buona la persistenza.
L’aspetto varietale è nitido con successione di fragranze floreali
poi fruttate in un quadro di bella eleganza; riconoscimenti di ciliegia
e amarene.
Al palato offre precisa rispondenza gusto-olfattiva ed si distingue
per l’estrazione e concentrazione del frutto, notevoli, così
come lodevole è l’intensità e media la lunghezza.
La bocca si compiace nei toni dolci del frutto in un impianto di grande
morbidezza, con tannino in sottofondo di buona trama, distendendosi con
bella avvolgenza.
Rimandi dolci e caldi nel finale chiudono un quadro organolettico ben
sfumato ed elegante, con esuberanza del frutto (ottimo) e armonia complessiva
già realizzatasi.
Chiosa:
Vino di succosa polposità e gradevolissima beva; ancor più
sorprendente se consideriamo essere il prodotto base per questo vignaiolo
di Canale d’Alba e che in bottiglieria può costare anche meno di
14000 lire.Da riacquistare senza dubbio alcuno.
Ribadisco un mio sentire: il vitigno barbera rappresenterà una
fetta di futuro per la viticoltura e l’enologia italiana nel mondo.
Se giudicato con il criterio assunto dai miei bravi redattori nella
rubrica "Appena nati" non stenterei a donare 2,5 punti se rapportato al
prezzo e alla denominazione (giusta logica di giudizio a parer mio); 2
punti se rapportato ad un criterio generale di qualità tout court.
Curiosità:
Ad oggi resta insoddisfatta la curiosità di assaggiare, di questa
cantina, la Barbera d’Alba ‘Marun’, grand cru aziendale e mio personalissimo
e suggestivo traguardo gustativo per quanto riguarda le barbera di nuova
generazione.
Credo comunque che non mancherò all’appello ancora per molto
visto il bel viatico rappresentato dalle ‘seconde scelte’, come il vino
appuntato qui.
Alla prossima.
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