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Dal Veneto: il Fragolino
e il Clintòn
Ci sono dei vini che non si trovano comunemente
in vendita nei negozi ma che nondimeno sono radicati nella tradizione popolare:
e che tradizioni, visto che riguardano le genti del Veneto e del Friuli!
I vini di cui stiamo per descrivere brevemente sono
il Clintòn e il Fragolino, entrambi da uve a bacca rossa; essi sono
contemplati dal "Repertorio" di Veronelli, il quale però
ammette che "non avrebbero diritto alla cittadinanza enoica".
L'aspetto pratico di una siffatta condizione è che questi vini non
possono essere imbottigliati, probabilmente per due ragioni distinte: la
prima è che le piante sono soggette ad affezioni foliari che potrebbero
danneggiare le colture, mentre la seconda è che il vino che ne deriva
ha un tasso di metanolo che supera la soglia consentita dalla legge. A
questo proposito ci viene raccontato un episodio, riguardante uno spietato
controllo da parte dei NAS, e di vigne fatte espiantare una per una davanti
agli occhi del produttore. Ma si sa, è difficile rendere fuorilegge
delle tradizioni, ed infatti è prassi comune per le famiglie venete
e friulane l'approvvigionamento direttamente presso i produttori.
Ma quale consumo viene fatto di questi vini, che sono
fortemente aromatici e non facilmente abbinabili? La risposta è:
sono i tipici protagonisti della "merenda delle cinque" e vengono
accompagnati solitamente con il cosiddetto "Pan Biscotto", una
pagnotta di pane passata in forno per lungo tempo e che viene sbriciolata
e inzuppata nel vino. Il Pan Biscotto una volta si faceva in casa, perché
si metteva il pane ormai non più buono da mangiare nella stufa che
serviva per riscaldamento domestico, e questo si tostava lentamente; ora
sarebbe poco conveniente farlo nel forno delle nostre cucine e perciò
lo si trova già fatto nei panifici.
La nostra fornitrice, studiosa di Goldoni e veneta
che più non si può, ci ha portato due bottiglie: una di Clintòn,
e una di Fragolino; le bottiglie sono di forma "borgognona" e
sono chiuse da tappi a corona; sono di consumo comune nella sua famiglia,
come in generale nelle famiglie della sua zona (Noale, provincia di Treviso).
Mentre il Clintòn proviene da un produttore della zona, il Fragolino
è di provenienza friulana.
Assaggiamo per primo il Clintòn, ottenuto da
uve omonime. Il colore è rubino piuttosto carico con sfumature violacee;
nei profumi, dolci, domina la fragola, ma sono presenti anche spiccati
toni vegetali, e nel sottofondo accenni di frutta di bosco nera. In bocca
il vino è molto diverso: è di corpo medio ed è dominato
da note asprigne.
Sul Fragolino c'è subito un equivoco da dissipare:
non è lo stesso Fragolino, abbastanza diffuso, che si trova imbottigliato
e che è un vino aromatizzato al gusto di fragola. Questo è
l'autentico, ottenuto da uva fragola, ed alla rimozione del tappo ci riserva
una sorpresa: un'autentica fontana si sprigiona dalla bottiglia. Il vino
è infatti effervescente, ed è stato mosso durante il trasporto.
Si presenta di colore rubino non troppo carico, un po' opaco; al naso è
dominato da profumi di fragola matura che inizialmente sono sporcati da
note sulfuree. Dopo qualche minuto la situazione migliora, e in bocca si
esprime dolce, rotondo, molto godibile.
Dalla
Puglia: un vino misterioso, il "Morello"
Questo vino è prodotto dall'azienda Agriverna
di Conversano, in provincia di Bari. L'etichetta non dà troppe indicazioni,
dice solo che è ottenuto "da vitigni pugliesi autoctoni vinificati
secondo avanzate tecnologie". Osserviamo che ha una gradazione alcolica
più che rispettabile: 15 gradi! Questa caratteristica ci fa pensare
alla presenza (forse dominante) del vitigno Primitivo di Gioia, capace
di conferire ai vini queste gradazioni e che nella zona di Gioia del Colle
(provincia di Bari) viene vinificato per la realizzazione del Primitivo
di Gioia del Colle.
Il colore è rubino di grande compattezza. Nei
profumi prevale la confettura di frutta. A bicchiere fermo, prevale quella
di prugna. Poi, strano a dirsi, quando il vino viene mosso, prevalgono
note di confettura di pera. In bocca, il vino è abbastanza pastoso,
di buona tenuta aromatica. Certo, non riesce completamente a reggere la
componente alcolica che si sprigiona con grande decisione. Diciamo pure
che ogni sorso di questo vino è una bella botta. Il finale è
intenso, ma anche di rapido esaurimento.
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