Dal XXXIII 
Congresso AIS
 

Un Pinot Nero dell'Oltrepo:
il "Querciolo"
dell'Azienda Agricola Doria

 


L'Azienda Agricola Doria di Montalto Pavese ha proposto la più interessante degustazione guidata della manifestazione, portando quattro annate del suo Pinot Nero dell'Oltrepo Pavese, più un vino di nuova produzione e di concezione innovativa. L'Oltrepo Pavese Pinot Nero Querciolo è da sempre il prodotto di punta dell'azienda, realizzato dapprima da cloni provenienti dalla Loira, successivamente dalla Borgogna.

Dovendo dare un giudizio complessivo, ci sono sembrati delle realizzazioni molto soddisfacenti di un vino ottenuto da un'uva difficile da trattare. Vini dalla bocca morbida, dominata da note di ciliegia, ma forse priva delle eccessive sfaccettature aromatiche che rendono questi vini così affascinanti. Da osservare comunque il fatto che tutti i vini erano ancora integri e in forma smagliante, e anche nelle annate più vecchie frutto era sempre ben presente; ricordiamo in particolare i finali, tutti di grande piacevolezza.

Querciolo 1988
Il 1988 è stata una annata molto calda, nella quale i vini hanno perso un po' di eleganza. Comunque il vino è morbido, dolce, la maturazione è completa ma il frutto è ancora integro. Un bell'esempio di longevità.

Querciolo 1991
Il colore è granato, in perfetta forma, senza cenni di evoluzione. Nei profumi si colgono la ciliegia, oltre a sfumature di vaniglia. Il frutto è ben presente. L'attacco in bocca è dolce con cenni di liquirizia, ed il finale presenta qualche accenno vegetale. Rispetto all'88, al naso e in bocca si mostra leggermente più evoluto.

Querciolo 1993
Vino dai profumi non particolarmente intensi ma dolci, in cui si colgono note di frutta secca. In bocca prevale una spiccata vena acida, è piuttosto magro. Finale di discreta lunghezza.

Querciolo 1995
Colore rubino piuttosto fitto. È forse il meno varietale dei vini presentati. Il più corposo, potente, con un finale molto buono.
 

Alla verticale dei Pinot Neri è seguita la presentazione di un nuovo vino, l'A.D. 1995.
Questo vino, dedicato ad Adriano Doria, è frutto della coltivazione di Nebbiolo nell'Oltrepo pavese, storicamente giustificata dalla passatta appartenenza al grande Piemonte, ed è un blend di questa uva e Cabernet Sauvignon.

La prima vendemmia è stata effettuata nel 1995 su piccole quantità. Tra gli accorgimenti tecnici il produttore ha ricordato le macerazioni piuttosto lunghe e la fermentazione malolattica svolta prima del trasferimento in barrique. Alla prima uscita, il 1995, seguirà il 1997.

Il vino, di cui è stato assaggiato un campione preso dalla botte, presenta un colore rubino molto fitto e compatto. Si percepiscono chiaramente gli influssi del legno; nei profumi di media intensità (forse ancora un po' chiusi) si colgono frutta rossa, vaniglia e liquirizia. In bocca il vino è morbido e vellutato, forse un pochino piatto, ma con un bel finale.

 

Editoriale | L'articolo | Il vino della settimana | Rassegna | Sottoscrivi | Collaboriamo