Il vino:

Gigondas AOC Clos du Joncuas 2000 - Fernand Chastan

Sotto-zona/cru: Clos du Joncuas

Data assaggi: Agosto 2003

Il commento:

Quel rubino così intenso, su quella velatura granata, è talmente bello a vedersi da rubar la scena. Perché di quel vino ne cogli istintivamente l'esuberanza genuina e la voglia di esserci. Poi, già di buon umore, lo scopri aperto e comunicativo al naso, ch'è naso fitto ed espansivo, fuso e cangiante, maritato alla bisogna con il rovere buono: sono more e ribes, poi caffé, spezie orientali e rabarbaro a tracciare la scia. Con l'aria - se li attendi - fruscii certi di rosmarino, cuoio e vaniglia, ad arricchire.

Assoluta la coerenza se lo assaggi: lì hai dimostrazione di impegno e cuore, voluttà e pienezza, contadina felicità e voglia di concedersi senza mai scadere in ovvie rotondità o castranti esibizioni di muscoli. Possiede l'equilibrio dei saggi ed il fascino sostanzioso della sana gioventù. La ricchezza del frutto - palese e pura- si sposa ad una matrice tannica fiera, sentita, umorale eppur dolce, aggrappata con forza al midi dell'appartenenza.

Sì, è un'esplosione di umori e gioia, senza filtri nè ritrosie, che spinge al ricordo e alla beva. Insieme a lui sto bene.

Difficile parlarvi di disponibilità e di numeri, facile invece suggerirne la ricerca.

La chiosa:

Ricordo benissimo. D'un tratto ricordo benissimo. Sono passati dieci anni. Come fosse ora. Lascio lo stradone che sale da Orange a Montelimar a tagliar la Cote du Rhone e mi butto sulla destra. Lì incontro un paesaggio, ai piedi del Mont Ventoux, da vagheggiare ed ascoltare. Di quel paesaggio ho ancora l'umore dei borghi (la mente va a Mirmande), la perfetta quiete, il tempo lento e la sua bellezza struggente, inadatta alle aritmie dei cuori deboli (l'inquietante, assordante sirena di Orange solo un noise lontano). Giù in basso le acque chete del torrente Aigues. E poi quei vini schietti : Gigondas. Oggi come allora ho assaggiato un Gigondas assieme alla donna che amo. Sono passati dieci anni. Il nostro bicchiere di Clos du Joncuas - grenache pura da terreni puri - non ha preteso parole, solo sguardi. Dallo sguardo della mia donna ho capito che anche lei era là. Insieme a me. Ancora una volta.

 

 

   

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