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Sotto-zona/cru: Clos du Joncuas Data assaggi: Agosto 2003 Il commento: Assoluta la coerenza se lo assaggi: lì hai dimostrazione di impegno e cuore, voluttà e pienezza, contadina felicità e voglia di concedersi senza mai scadere in ovvie rotondità o castranti esibizioni di muscoli. Possiede l'equilibrio dei saggi ed il fascino sostanzioso della sana gioventù. La ricchezza del frutto - palese e pura- si sposa ad una matrice tannica fiera, sentita, umorale eppur dolce, aggrappata con forza al midi dell'appartenenza. Sì, è un'esplosione di umori e gioia, senza filtri nè ritrosie, che spinge al ricordo e alla beva. Insieme a lui sto bene. Difficile parlarvi di disponibilità e di numeri, facile invece suggerirne la ricerca. La chiosa: Ricordo benissimo. D'un tratto ricordo benissimo. Sono passati dieci anni. Come fosse ora. Lascio lo stradone che sale da Orange a Montelimar a tagliar la Cote du Rhone e mi butto sulla destra. Lì incontro un paesaggio, ai piedi del Mont Ventoux, da vagheggiare ed ascoltare. Di quel paesaggio ho ancora l'umore dei borghi (la mente va a Mirmande), la perfetta quiete, il tempo lento e la sua bellezza struggente, inadatta alle aritmie dei cuori deboli (l'inquietante, assordante sirena di Orange solo un noise lontano). Giù in basso le acque chete del torrente Aigues. E poi quei vini schietti : Gigondas. Oggi come allora ho assaggiato un Gigondas assieme alla donna che amo. Sono passati dieci anni. Il nostro bicchiere di Clos du Joncuas - grenache pura da terreni puri - non ha preteso parole, solo sguardi. Dallo sguardo della mia donna ho capito che anche lei era là. Insieme a me. Ancora una volta.
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