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Sotto-zona/cru: Selvole - Vagliagli (SI) Data assaggi: Ottobre 2003 Il commento: Questo vino è un tuffo in una nuda - e bellissima - territorialità, checchè ne dica il merlot - forse - presente. A 11 euro o giù di lì non chiede altro se non la ricerca ed il conseguente abbraccio. La chiosa: "Finalmente a casa!". Sapete quei pensieri che ti prendono dopo lunghi viaggi stranianti, magari in posti lontani, pure belli non voglio dire di no, anche affascinanti; oppure - ed è peggio - in certe giornate stancanti e buie che parlano di lavoro, lavoro.....senza viaggiare affatto; o ancora, dopo i mille vini senza volto, "anodini ed asessuati", palesi eppur sguscianti, vuoti ed impersonali? C'è sempre un momento in cui, per qualche sottilissimo motivo, ti prendono quei pensieri lì. O almeno a me capita così. Quei pensieri insomma che ti portano ad esclamare, sulla via del ritorno, o sul filo della stanchezza, o sulla scia di un bicchiere diverso: "finalmente a casa!". Forse perché ad un certo punto hai bisogno delle cose tue, delle tue certezze e delle tue conclamate incertezze. Forse perché hai bisogno di una parvenza di intimità e di tutto quanto concorra a rendersi riconoscibile, confortevole, immediato, istintivo, tuo. Quasi che nel riconoscimento tu possa ritrovare come d'incanto le ragioni del tuo partire, le basi del tuo sentire, un qualcosa che ti dia verità, dopo tutti quegli straneamenti, pur belli, pur affascinanti, o quei lavorii disumanizzanti, o quei vini impersonali. Reset. Ci vuole un reset. Ripartire. Sì, ripartire dalle cose chiare, che conosci e riconosci , e che ti fanno bene. Ecco, il mio bicchiere di Selvole oggi è stato come sentirsi a casa. Un reset. Mi ha fatto sentire bene. Mi ha regalato uno di quei momenti là. E' stato come ristabilire un contatto, intimo; come ricordarsi di quanta bellezza può crescere in un territorio e a quel territorio assomigliare, di quanta schiettezza e quanta dignità dimorino a volte nell'orto di casa, a solo voler cercare. Così poco straniante, esuberante, dimostrativo questo vino. Solo l'anima del territorio. Solo casa. Ne ho bevuto un bicchiere, poi un altro.....alla fine, sia pur a trecento chilometri di distanza da Selvole, mi sono immedesimato a tal punto da esclamare - non so più se a me stesso o al vino - : "benvenuto".
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