Il vino:

Vermentino di Gallura Superiore DOC Saruinas 2002 - Andrea Depperu

Sotto-zona/cru: Luras (Sassari)

Data assaggi: Ottobre 2003

Il commento:

Il giallo sgargiante, fiero e virtuoso, istintivamente appetibile e giovanile che investe il mio bicchiere ha il pregio di richiamare attenzioni, senza chiederle. Poi, d'un tratto, ecco che spunta quel naso. Oltre i colori quel naso. Rapimento. Inquietanti ed inattese la bellezza ed il vigore. Nella continua evoluzione degli umori cangianti, mi circuisce ammaliatore nelle subitanee note esotiche e agrumate per poi concedersi una lunga striscia minerale d'accompagno. Se attendi, splendide si faranno le note di erbe aromatiche secche, di roccia calda e di albicocca matura, a render più seducente la dolcezza del frutto, più ricco l'affresco isolano, più nitida e pura la fisionomia varietale. Con l'aria, piano piano, oltre all'intuitivo vigor alcolico, ti lascia abbracciare la sua "essenza vermentina", che in quel finale si rivela ampia e distesa, come di campi e mandorle.

La bocca, nel frattempo, si fa invasiva e calorosa, potente ed efficace nell'abbraccio, fin da subito. Nitida, fresca, percuttiva, dinamica, diffusiva e perfino elegante nelle tracce sue primarie d'uva in chicchi, è il suggello tuonante di un incontro esclusivo con un vino che affonda e colpisce, giocato su alti parametri ed altrettanti equilibri. Inevitabilmente vorrai ripossederlo. Ma forse è lui a possedere te. Non importa, quel che conta è conservarne il ricordo, la bramosia del reincontro e del contatto rinnovato, non foss'altro per la straordinaria dote che si porta appresso, che è quella di regalare una terra nel bicchiere. In lui temperamento, forza, scorza, nudità. E solare impronta.

Un isolano di ferro, di insospettabile personalità, a 14 euro o giù di lì sugli scaffali d'Italia, scaffali buoni. Obbligata la ricerca, per il nuovo alfiere del vermentino sardo.

La chiosa:

Il rapimento di un'esperienza sensoriale, a volte, può rubare spazi anche alla chiosa. D'altronde, assolutamente nuovi - per quanto mi riguarda - sono vino e vignaiolo. Ho poco da chiosare in tal senso. Però, dal momento che devo l'intuizione e la conoscenza ad una guida vinicola, meglio direi ai suoi due autori, Fabio Rizzari ed Ernesto Gentili, potrei parlarvi di lei, ovvero di loro. A lei (a loro) debbo infatti la curiosità. Avevano ragione. E' questo un vino di grande personalità, del quale puoi rischiare l'infatuazione. La personalità, il carattere, la verità.... sono doti che la guida nuova, de L'Espresso, intende ritrovare nei vini d'Italia perché siano d'eccellenza. Stanno tracciando - le persone della guida- una strada: l'equilibrio, l'eleganza espositiva, la nudità, il carattere, la bevibilità - mai avulse dalla complessità - così come l'assenza di strafottenze artificiali, sono i mattoncini sensoriali che comporranno quella strada . E' un cammino lastricato di una qualche difficoltà. Quel che è certo è che per la prima volta mi pare di respirare un'aria nuova nel leggere una guida: sensibilità, entusiasmo, apertura mentale, garbo, passione, perfino intelligente ironia. In più, nessuna percepibile sottomissione. Sì, sono le persone che fanno una guida. Meglio, il gruppo. Rigore e passione, unità d'intenti e sensibilità comuni. Nessun orpello e nessun compromesso, nel sol nome della qualità dentro un bicchiere. Qui sta la forza del gruppo. Qui - forse - il futuro e la strada.

 

 

   

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