Il vino:

Cinque Terre DOC 2001 - Buranco

Sotto-zona/cru: Buranco - Monterosso al Mare (SP)

Data assaggi: Dicembre 2003

Il commento:

E' un giallo speciale quello con il quale ti accoglie, di spiccata luminosità e vividezza. Il naso è raffinato, forte, presenzialista, in continuo porgersi: un soffio iniziale quasi da riesling -le note agrumate a giocar di rimandi con le idrocarburiche- un'apertura decisa a rivelarne le intimità di pesca e grano maturo, infine una caratteriale concessione agli umori di resina e frutta secca, mentre nel frattempo si è fatta parlante la nota minerale e salmastra. Eppure non si ferma, con l'aria i profumi si allungano sulle note di roccia calda e su un sottile quanto intrigante richiamo vegetale, come di foglia di pomodoro. E' bello confondersi in sua compagnia..

La bocca ti appare cremosa ed elegante, ricca e delicata allo stesso tempo. Brilla l'acidità di base ed in essa la melodia gustativa, secca senza concessioni, garbata ed emotiva, fino a quel finale, ripido, di mardorla amara tostata. Il corpo tiene, è solido ed orgoglioso, ciò che ne fa un vino di caratura. Lodevole, ancor oggi, la concentrazione del frutto, così come la fattura artigianale che respiri in ogni dove.

Un vino eroico sì, dalle piccole tirature e dai grandi significati, che nelle enoteche per lo più del luogo (ma non è detto) sta a 16 euro o giù di lì. Una ragione in più per visitar le Cinque Terre. Come scoprirne un ulteriore approdo, dopo tanto mare.

La chiosa:

Con il glorioso Cinque Terre 2001 di Kurt Wachter brindo all'anno nuovo. Questo bicchiere quale elogio alla caparbietà e alle ragioni dei piccoli/grandi vignaioli del mio paese, nel nome della naturalezza e della genuinità. Nel rispetto assoluto di una vigna, anche difficile, come quella di Liguria, dalle dirupate ed inquietanti Cinque Terre (una bellezza, appunto, che sconvolge e inquieta) mi arriva questo piccolo richiamo vigneron come una voce ammonitrice e generosa - bella anche nelle imperfezioni - per spingere uomini e donne a credere nella terra e a non fermarsi alle prime difficoltà. Approfondire, ascoltare, rispettare, assecondare. I frutti che verranno, con la loro autenticità, basteranno all'impegno e alla dedizione profusi. C'è voglia di naturalezza, di sana artigianalità, di reale attaccamento alle cose della terra, lo sento. Un respiro nuovo ci investirà, e nuovi entusiasmi, per qualcosa di vero. Prosit.

 

 

   

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