Il vino:

Colli Orientali del Friuli DOC Ronc di Subule 1997 - Ronchi di Manzano

Sotto-zona/cru: Ronc di Subule - Manzano (UD)

Data assaggi: Marzo 2004

Il commento:

L'aspetto è vivido e consistente nella sua giovinezza manifesta, unito e compatto nei toni rubino, senza incertezze; un bicchiere fiero di sè e della sua veste scura, naturalmente scura, senza forzature, solo forza. Naso fin da subito emozionante per ampiezza e respiro, e voglia di porgersi, ed intensità di affetti. In lui la capacità di esplodere in cento rivoli, dapprima nella gioiosa esaltazione dei frutti, rossi e neri del bosco, poi, con l'aria, in un abbraccio allargato dove alle note di ciliegia, ribes rosso e mirtillo nero si associano sensazioni erbacee e di peperone, certezze grafitiche e terrose, splendidi sentieri speziati che mi dichiarano l'appartenenza ai colli orientali. La bocca è volumica, sensuale e carnosa, generosa nel calore e nello charme, nessun dispendio di apparenze fini a se stesse bensì uno sviluppo energico e vitale, di gaia possanza, a tessere trame belle e naturali da godersi con il sorriso sulle labbra. Ha il conforto della terra da cui prende vita, questo è, ed un sentimento vero da trasmettere. Di fronte a tutto questo sciorinare passano in secondo piano gli irrigidimenti tannici - che poi sono ancora ribellioni giovanili- e le increspature tattili che rendono meno levigato il contatto, perché in fondo ledono un niente alla sincerità e al carattere.

E' un bicchiere che, in silenzio, riesce a non farsi dimenticare. Conosciuto in uno stato di forma elegiaco, è un merlot che può ancora sfidare il tempo e con orgoglio proporsi come uno dei più rappresentativi vini rossi della sua splendida terra. Sulla reperibilità odierna, visto che sono passati 6 anni suonati dalla vendemmia, non so dirvi ( chissà, magari in cantina, ai Ronchi di Manzano). So dirvi invece che un Ronc di Subule ultima annata sta a 16 euro o giù di lì sugli scaffali d'Italia. So dirvi pure che il mio Ronc di Subule 1997 è un'esultanza alla vita.

La chiosa

Sono sorprese che non ti aspetti. Momenti di assoluto godimento pagano e sensoriale quali quelli offerti dalla bottiglia giusta colta al momento giusto. Sono piccoli regali. Sapete quando l'immedesimazione, nella persuasione, rimbomba? Quando l'effetto globale di piacere non è più la mera somma dei fattori che lo generano? Sono richiami ai quali negarti è una forzatura dello spirito, e non conta la complessità o la semplicità di ciò che stai vivendo ed assaggiando. E' come un sesto senso, uno scambio intimo, un'onda emozionale, un comune sentire senza bisogno di parole, un'attrazione che si fa irresistibile. In fondo è il bello di una esperienza sensoriale, quale eterno carpe diem in attesa del momento perfetto, di sublime lettura. In un bicchiere di vino la terra e la cultura, in un bicchiere di vino un po' di te.

 

   

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