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Data assaggi: Marzo 2004 Il commento: E' un bicchiere che, in silenzio, riesce a non farsi dimenticare. Conosciuto in uno stato di forma elegiaco, è un merlot che può ancora sfidare il tempo e con orgoglio proporsi come uno dei più rappresentativi vini rossi della sua splendida terra. Sulla reperibilità odierna, visto che sono passati 6 anni suonati dalla vendemmia, non so dirvi ( chissà, magari in cantina, ai Ronchi di Manzano). So dirvi invece che un Ronc di Subule ultima annata sta a 16 euro o giù di lì sugli scaffali d'Italia. So dirvi pure che il mio Ronc di Subule 1997 è un'esultanza alla vita. La chiosa Sono sorprese che non ti aspetti. Momenti di assoluto godimento pagano e sensoriale quali quelli offerti dalla bottiglia giusta colta al momento giusto. Sono piccoli regali. Sapete quando l'immedesimazione, nella persuasione, rimbomba? Quando l'effetto globale di piacere non è più la mera somma dei fattori che lo generano? Sono richiami ai quali negarti è una forzatura dello spirito, e non conta la complessità o la semplicità di ciò che stai vivendo ed assaggiando. E' come un sesto senso, uno scambio intimo, un'onda emozionale, un comune sentire senza bisogno di parole, un'attrazione che si fa irresistibile. In fondo è il bello di una esperienza sensoriale, quale eterno carpe diem in attesa del momento perfetto, di sublime lettura. In un bicchiere di vino la terra e la cultura, in un bicchiere di vino un po' di te.
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