Il vino:

Loazzolo Piasa Rischei 1994 - Forteto della Luja

Sotto-zona/cru: Vigna Piasa Rischei - Loazzolo (AT)

Data assaggi: marzo 2004

Il commento:

L'oro tiepido dell'apparenza ha un bagliore che mi scalda. Ha una sì naturale consistenza da predispormi immediatamente al dialogo, alla riflessione. Meglio, a lasciarmi andare, lui così luminoso e bello. E il naso non indugia, circuendomi all'istante. Mi ha entusiasmato per l'estremo sentimento varietale che lo innerva: uva moscato colta tardivamente e vestita a festa, da quella stessa tardività amplificata e dilatata negli umori buoni. Mi ha incuriosito quella nota subitanea e "croccante" di chicco di caffé, più ancora il dinamismo e la voglia di prendere il largo dei profumi tutti. Una prateria di aromi da farsi leggiadri, volanti, cangianti, in dolce e sottinteso equilibrio. Una piroetta onirica, questo è, dove la macchia ed il miele di zagara confondono gli amanti, i profondi richiami balsamici respirano e fanno respirare ed i rilievi fruttati dichiarano a quattro venti la solarità raggiunta dalla sua maturità: albicocca, litchees, zesta d'arancio..... insieme, unite, per regalare il conforto di un abbraccio, di un sussurro prima inascoltato. La bocca procede d'equilibrio e giustezza, dolce senza troppo insistere nella dolcezza, traducendosi morbida ed accogliente secondo uno sviluppo melodico e sostenuto, verso quel finale stordente e raffinato di impressionante corrispondenza. Nel mio bicchiere di oggi c'è un vino diverso, colto forse nel suo stato di grazia. Nel mio bicchiere di oggi natura, verde, spazi ed insieme voglia di provare, di guardare, di sentire natura, verde e spazi.

Un'esperienza emozionale ad un prezzo che non so, vista l'annata in questione. Di certo so che è uscito da poco in commercio il Piasa 2000, e quello sta sugli scaffali d'Italia a 25 euro o giù di lì. La mezza bottiglia si intende. Che dire, questo 94 è uno dei migliori assaggi in dolce del mio ricordo consapevole. Un vino outsider, fuori dalla pazza folla, di sincera identità. Insieme a lui sono stato bene ed il suo ricordo, a ben pensare, ancor mi sollecita.

La chiosa:

Non ho il conforto delle sue terre per chiosare questo bicchiere. Non ce l'ho perché quelle terre mancano alla mia conoscenza. Non ho il conforto delle anime che hanno creato questo piccolo desiderio fremente chiamato Loazzolo. Non ce l'ho perché non le conosco. Ho però il conforto grande di questo vino. Altri ne arriveranno, tanta la curiosità. Per non volermi troppo male dico che già un bicchiere basta alla meraviglia. In cuor mio invece so della mancanza -errore dello spirito più che strategico- per non aver percorso mai abbastanza quei luoghi e insieme ai luoghi capito. La chiosa è monca ahimé, ma solo di parole. Quanto ai sogni.......

 

  

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