L'appunto al vino
di Fernando Pardini
 
 

Il vino:
Trebbiano d’Abruzzo DOC "Marina Cvetic" 1997 - Masciarelli

Data assaggi: luglio 2000

Il commento:

Il giallo è paglierino carico, tendente al dorato, lucido e piuttosto denso.

I profumi, intensi e abbastanza persistenti, sono netti e fragranti e ci riconosci la banana, le resine boschive, la mandorla dolce e la vaniglia su quadro variegato e solo un po’ troppo terziarizzato, comunque di chiara finezza.

La bocca è sapida e secca, accompagnata nell’incedere da note di frutta secca e vaniglia persistenti e marcate.

La struttura è oltremodo possente, densa e sostanziosa: si esprime bene in carattere, meno in eleganza. Il finale è caldo e lungo.

Vino di corpo e mediamente morbido, lascia nel retrogusto un po’ di amaro, che non guasta e ne esalta il varietale.

Ad oggi è pronto/maturo e lo si può trovare in bottiglierie mediamente care attorno alle 25000 lire, che vale: ricordando l’uva che lo costituisce e i risultati non resta che meditare e tenere a mente.

La chiosa:

Ecco qui un altro vino, a volte sorprendente, della scuderia Masciarelli.

In questa vendemmia non vince il confronto con lo straordinario chardonnay targato anch’esso Marina Cvetic ma suggella una prestazione di insieme (per i bianchi d’Abruzzo) di grande profilo qualitativo per questa cantina.

Per non perdere (e disperdere) abitudini ribadiamo volentieri, a metà strada tra l’auspicio e la concreta certezza: l’Abruzzo sarà uno dei rinascimenti enoici d’Italia. Deve esserlo.

 

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