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Il vino:
Condrieu Blanc 1991 - E. Guigal
Sotto-zona/cru: Ampuis
(Rhone)
Data assaggi: ottobre
2000
Il commento:
Presentandosi con il suo
giallo paglierino netto, translucido e spiccatamente denso, questo bianco
che viene dalla Costa del Rodano si accosta al naso con quadro aromatico
intenso e variegato, di estremo carattere e pregnanza, in cui si susseguono
riconoscimenti floreali (fiorellini bianchi) a note agrumose (è un 91!!!!),
essenze balsamiche ad accenti d'erba fresca, il tutto nel rispetto di
un sostanziale equilibrio olfattivo e di una peculiare finezza.
In bocca poi raggiunge l'eccellenza, quando ti accorgi della freschezza
e della spinta acida, equilibrate alla perfezione dal tenore alcoolico,
e quando l'avvolgenza nel proseguio di beva si fa completa, a lunghi tratti
masticabile, di brillantezza e contrasto superiori.
Qui la coerenza gusto-olfattiva è rispettata in pieno con quei ritorni
di erba, anche muschiati, e quei toni minerali di bella presenza.
Il finale è lungo, caldo e rinfrescante nello stesso tempo, e porta a
riprovarci. Questo è un bianco di bella speranza perché non sente il peso
degli anni, e noi ci lascia attoniti perché è una prova sul campo dell'esistenza
di qualcosa di speciale: particolare e caratteriale come un grande vino.
Sta sulle 50000 lire o anche più al ristorante (ma di ristorante speciale
si è trattato) e per quanto mi riguarda vale ampiamente lo sforzo: da
meditare e da tenere a mente.
Per sempre.
La chiosa:
La sorpresa è stata grande per questo Condrieu, per il quale sarebbe da
giurare che non abbia toccato legno alcuno e la cui base si chiama viognier.
Certo che il nome di chi lo produce è di quelli da far tremare i polsi,
e il perché della fama straordinaria che circonda quel nome non occorre
certo rimembrare qui.
Marcel Guigal ha molta farina nel suo sacco: non di solo Hermitage
si vive.
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