L'appunto al vino
di Fernando Pardini
 
 

Il vino:
Condrieu Blanc 1991 - E. Guigal

Sotto-zona/cru: Ampuis (Rhone)

Data assaggi: ottobre 2000

Il commento:

Presentandosi con il suo giallo paglierino netto, translucido e spiccatamente denso, questo bianco che viene dalla Costa del Rodano si accosta al naso con quadro aromatico intenso e variegato, di estremo carattere e pregnanza, in cui si susseguono riconoscimenti floreali (fiorellini bianchi) a note agrumose (è un 91!!!!), essenze balsamiche ad accenti d'erba fresca, il tutto nel rispetto di un sostanziale equilibrio olfattivo e di una peculiare finezza.

In bocca poi raggiunge l'eccellenza, quando ti accorgi della freschezza e della spinta acida, equilibrate alla perfezione dal tenore alcoolico, e quando l'avvolgenza nel proseguio di beva si fa completa, a lunghi tratti masticabile, di brillantezza e contrasto superiori.
Qui la coerenza gusto-olfattiva è rispettata in pieno con quei ritorni di erba, anche muschiati, e quei toni minerali di bella presenza.
Il finale è lungo, caldo e rinfrescante nello stesso tempo, e porta a riprovarci. Questo è un bianco di bella speranza perché non sente il peso degli anni, e noi ci lascia attoniti perché è una prova sul campo dell'esistenza di qualcosa di speciale: particolare e caratteriale come un grande vino.
Sta sulle 50000 lire o anche più al ristorante (ma di ristorante speciale si è trattato) e per quanto mi riguarda vale ampiamente lo sforzo: da meditare e da tenere a mente.
Per sempre.


La chiosa:

La sorpresa è stata grande per questo Condrieu, per il quale sarebbe da giurare che non abbia toccato legno alcuno e la cui base si chiama viognier.
Certo che il nome di chi lo produce è di quelli da far tremare i polsi, e il perché della fama straordinaria che circonda quel nome non occorre certo rimembrare qui.
Marcel Guigal ha molta farina nel suo sacco: non di solo Hermitage si vive.

 

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