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Il vino:
Langhe Rosso Monprà 1996 - Conterno Fantino
Sotto-zona/cru: Monforte
d'Alba (Cn)
Data assaggi: Ottobre
2000
Il commento:
Intanto il colore è rubino
melanzana tendente al granato, limpido e di marcata densità.
Lo spettro aromatico è ampio, empireumatico, di discreta fragranza, intenso
e piuttosto persistente e dentro vi riconosci caffè e tostatura, accenti
balsamici, terra bagnata, nuances erbacee un po' crude, frutti di bosco
in profondità. Nonostante la varietà però non mi sento di parlare di estrema
nitidezza o di equilibrio olfattivo raggiunto.
Al palato il vino è di peso e molto caldo, tendenzialmente morbido almeno
fino a centro bocca poi la muscolatura tannica porta all'amaro che persiste
anche nel lungo finale. Essenzialmente coerente, è senza dubbio saporito
anche se le note vegetali e una certa cupezza infusagli dal rovere ledono
ancora alla comunicativa. Peculiare la nota speziata.
Vino nel complesso dal discreto equilibrio e dalla grande sostanza dove,
ripeto, il rovere e l'estrazione tannica si fanno ancora sentire, e dove
c'è speranza che la buona dose di frutto con il tempo riesca a
compensare e ad armonizzare il quadro. Sugli scaffali di enoteche "care"
sta sulle 45000. Conoscendo altre (più grandi) espressioni di Monprà
non posso non dire: da meditare e tenere a mente.
La chiosa:
Certo che non si concede tanto facilmente questo Monprà 1996, che pare
voglia nascondere la palese sostanza ed il carattere che da sempre lo
contraddistinguono.
Sul frutto e sul suo sviluppo futuro mi è difficile dire, occorrerà attendere
tenendo presente che è il primo Monprà per il quale in fase di vinificazione
Conterno Fantino ha impiegato i tanto discussi (nel bene o nel male) rotomaceratori
orizzontali.
A proposito, una anticipazione a suo tempo già fatta e che mi sento
di ripetere qui riguarda l'assaggio di un campione di Monprà
1998 che mi ha fatto sgranare gli occhi (e le papille) tanto grandi
mi sono apparse la polpa, la brillantezza e la forza espressiva. Staremo
a vedere.
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