L'appunto al vino
di Fernando Pardini
 
 

Il vino:
Ravenna Rosso IGT Marzieno 1995 - Fattoria Zerbina

Sotto-zona/cru: Marzeno Faenza (Ra)

Data assaggi: Dicembre 2000

Il commento:

Il colore è rubino cupo, a tratti scurissimo, limpido e marcatamente denso, bello a vedersi nel bicchiere, importante. L’approccio olfattivo è da colpo di fulmine, di grande intensità e finezza, con progressione mirabile di frutti rossi (cassis e ribes), essenze balsamiche, sottobosco umido, elegantissimo chicco di caffè, sentita speziatura di pepe, cannella e vaniglia, su fondo leggermente fumé. In bocca non finisce di stupire: caldo, secco, avvolgente, di trama finissima e coerente, regala densità, frutto e dinamismo di grande caratura e possiede massa tannica ben bilanciata, morbida ma ancora giovane, di bella speranza. Di lunghissima persistenza gusto-olfattiva, associa complessità a piacevolezza estrema nella beva, beva che si dilunga nelle sensazioni tattili vegetali e fragranti del cabernet e nella speziatura, fine, del sangiovese. Il finale, come il percorso tutto, è da grandi numeri. Vino incredibile ancora aitante, lo senti dalla spinta acida, che può metter sotto molti e molti blasonati di ogni dove. Lui è romagnolo. In ristoranti dai ricarichi onesti, se lo trovate, sta a 30000lire o giù di lì. Vale l’acquisto e il riacquisto, la meditazione e il tenere a mente. Per un bel po’.

 

La chiosa:

La Fattoria Zerbina, sotto la guida attenta della simpatica Maria Cristina Geminiani, rivaluta alla grande tradizioni e uve del territorio pur non disdegnando apporti e stili foresti (vedi le uve impiantate, i modi di allevarle, le tecniche per vinificarle). La Fattoria Zerbina mi ha abituato a sorprese sopra sorprese, per esempio ad assaggi folgoranti di albana passita, ossia di un vino dolce tra i più buoni d’Italia (sia inteso, secondo me) che si chiama Scaccomatto. Anche nel caso del Marzieno non si smentisce: il sangiovese di Romagna e il cabernet sauvignon che stanno alla base di questo vino donano carattere e brillantezza non comuni qui. Ne sentiremo riparlare, perché non siamo così distanti dal cielo.


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