L'appunto al vino
di Fernando Pardini
 
 

Il vino:
Vdt Emilia Bianco Buca delle Canne 1997 - La Stoppa

Sotto-zona/cru: Rivergaro (Pc)

Data assaggi: Gennaio 2001

Il commento:

Al colore giallo ambrato con riflessi dorati, cristallino e marcatamente denso associa profumi di straordinaria eleganza e finezza, fragranti, ben sfumati, molto freschi dove vi percepisci pompelmo, agrume, essenze floreali (rosa thea) e fondo deliziosamente rotì da muffa nobile, in progressione persistente, cangiante e duratura.

Poi, come se ce ne fosse bisogno, sfodera il passo del vino superiore al palato dove, oltre alla perfetta rispondenza gusto-olfattiva, mostra avvolgenza ed eleganza peculiarinell'incedere, senza mai scadere negli appesantimenti "terrosi" che un'estrazione maldestra molto spesso dona ai vini derivanti da uve botritizzate. Qui si compiace, lungo, morbido, di eccellente bevibilità, mai stancante. Qui gli aromi di bocca, con l'ossigenazione, ti propongono frutta candita, miele, freschezza e vitalità. Qui c'è calore e fittezza, raffinatezza e pregnanza allo steso tempo. È pure un vino italiano e, in quanto tale, sarà da ricordo quasi perpetuo.

Se lo trovate, sta a circa 30000 lire la bottiglia (che si intende mezza bottiglia) in ristoranti dai ricarichi più che onesti. Non mancate l'occasione.

La chiosa:

Stupendo ed elegantissimo vino emiliano da uve semillon fatte aggredire da muffa nobile nel primo autunno settembrino dell'anno 1997, che solo in quanto grande ti fa dimenticare l'arrabbiatura per la scarsità di prodotto offerto dalla famiglia Pantaleoni. Sì perché 500 mezze bottiglie annue, quando va bene, sono una goccia nel mare. Però può valere un mare. Allora, per una volta, parliamo di gocce, che è come parlare di mare.


Prima pagina | L'articolo | L'appunto al vino | Rassegna | In dettaglio | Sottoscrivi | Collaboriamo