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Il vino:
Vdt Emilia Bianco Buca delle Canne 1997 - La Stoppa
Sotto-zona/cru:
Rivergaro (Pc)
Data assaggi: Gennaio
2001
Il commento:
Al colore giallo ambrato
con riflessi dorati, cristallino e marcatamente denso associa profumi
di straordinaria eleganza e finezza, fragranti, ben sfumati, molto freschi
dove vi percepisci pompelmo, agrume, essenze floreali (rosa thea) e fondo
deliziosamente rotì da muffa nobile, in progressione persistente,
cangiante e duratura.
Poi, come se ce ne fosse bisogno, sfodera il passo del vino superiore
al palato dove, oltre alla perfetta rispondenza gusto-olfattiva, mostra
avvolgenza ed eleganza peculiarinell'incedere, senza mai scadere negli
appesantimenti "terrosi" che un'estrazione maldestra molto spesso dona
ai vini derivanti da uve botritizzate. Qui si compiace, lungo, morbido,
di eccellente bevibilità, mai stancante. Qui gli aromi di bocca, con l'ossigenazione,
ti propongono frutta candita, miele, freschezza e vitalità. Qui c'è calore
e fittezza, raffinatezza e pregnanza allo steso tempo. È pure un vino
italiano e, in quanto tale, sarà da ricordo quasi perpetuo.
Se lo trovate, sta a circa 30000 lire la bottiglia (che si intende mezza
bottiglia) in ristoranti dai ricarichi più che onesti. Non mancate l'occasione.
La chiosa:
Stupendo ed elegantissimo
vino emiliano da uve semillon fatte aggredire da muffa nobile nel primo
autunno settembrino dell'anno 1997, che solo in quanto grande ti fa dimenticare
l'arrabbiatura per la scarsità di prodotto offerto dalla famiglia Pantaleoni.
Sì perché 500 mezze bottiglie annue, quando va bene, sono una goccia nel
mare. Però può valere un mare. Allora, per una volta, parliamo di gocce,
che è come parlare di mare.

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