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Il vino:
Montepulciano D'Abruzzo DOC Villa Gemma 1994 - Masciarelli
Sotto-zona/cru:
San Martino sulla Marruccina (CH)
Data assaggi: Marzo
2001
Il commento:
È
molto bello da vedere nel momento in cui si adagia nella culla del bicchiere,
e pure bello da ammirare quando in esso si ricompone, perché dalla
concentrazione del colore - rubino-violaceo intenso e profondo - dalla
marcata densità e dai cromatismi tutti ne deduci aitanza, spalla
larga e futuro radioso a venire. Così ci appare oggi il Villa
Gemma 1994, come se il tempo,
per lui, scorresse molto ma molto lentamente.
Al naso si presenta di eleganza sopraffina, di spettro fruttato ed ampio,
con notevole progressione di sensazioni olfattive dolcissime e mai smaccate,
ben composte ed equilibrate, anche laccate, in cui si sovrappongono i
frutti rossi del bosco, la marasca, le prugne, le more a soavi note che
rimandano al cacao e alla cannella.
In bocca appare coerente e di grande levigatezza tannica, con corpo monumentale
eppure di una piacevolezza innata, vuoi per l'acidità assai presente
vuoi per quella sensazione carbonica che da un lato rende asciutta e poderosa
la beva, dall'altro ne limita un po' l'ampiezza, solleticando dell'impianto
la vena rustica e la tipicità.
Quello che risplende maggiormente però, e che più mi colpisce,
è l'assoluta riconoscibilità che lo identifica appieno con
il vitigno d'origine, non c'è meticciato che tenga, così
come non c'è ombra di dubbio che non ti porti a pensare alla Toscana,
o alla California. Niente di tutto questo dimora nel bicchiere che vi
sto descrivendo.
Ti resta il ricordo- perché è certo che ti resta - di un
vino poderoso e sui generis, dalla beva eccezionale, di forte attrazione,
legata anche - se ci penso bene - a qualche rusticità di fondo
(leggi al gusto), che qui - e ribadisco qui - dona comunicabilità
e "simpatia". Vino non di spalla larga bensì larghissima, che si
aggira in un ristorante "giusto" sulle 50000 lire a bottiglia, che vale
e stravale l'acquisto e la meditazione anche se il suggerimento professionale,
sicuramente la curiosità, vorrebbero lasciarlo riposare ancora
del tempo nel buio buono di una buona cantina... In fondo è
solo il '94!
La chiosa:
Da meditare e tenere a
mente non c'è che dire questo secondo assaggio a distanza di due
anni dal primo, ed il ricordo difficilmente si appassirà. Che rappresenti
la punta di diamante della produzione masciarelliana non c'è
dubbio. Della cantina Masciarelli poi è inutile qui ri-parlare,
che è quasi sulla bocca di tutti ormai (per proprii meriti, ovvio!)
e non ha certo bisogno dei nostri incoraggiamenti.
Cogliamo l'occasione invece per ribadire di nuovo il concetto: dell'assoluto
valore della terra d'Abruzzo qui in un Villa Gemma per esempio trasposto.
Le strade potranno essere nitide e luminose. Se verranno percorse da una
moltitudine la più vasta possibile di cantine, con coerenza e determinazione
proprie dello spirito artigiano che muove da sempre i vignaioli abruzzesi,
se cioè le discontinuità e le cadute di tensione ancor oggi palesi saranno
mitigate o interrotte, allora vedremo queste strade impennarsi e puntare
diritte verso il cielo.

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