L'appunto al vino
di Fernando Pardini
 
 

Il vino:
Montepulciano D'Abruzzo DOC Villa Gemma 1994 - Masciarelli

Sotto-zona/cru: San Martino sulla Marruccina (CH)

Data assaggi: Marzo 2001

Il commento:

È molto bello da vedere nel momento in cui si adagia nella culla del bicchiere, e pure bello da ammirare quando in esso si ricompone, perché dalla concentrazione del colore - rubino-violaceo intenso e profondo - dalla marcata densità e dai cromatismi tutti ne deduci aitanza, spalla larga e futuro radioso a venire. Così ci appare oggi il Villa Gemma 1994
, come se il tempo, per lui, scorresse molto ma molto lentamente.

Al naso si presenta di eleganza sopraffina, di spettro fruttato ed ampio, con notevole progressione di sensazioni olfattive dolcissime e mai smaccate, ben composte ed equilibrate, anche laccate, in cui si sovrappongono i frutti rossi del bosco, la marasca, le prugne, le more a soavi note che rimandano al cacao e alla cannella.

In bocca appare coerente e di grande levigatezza tannica, con corpo monumentale eppure di una piacevolezza innata, vuoi per l'acidità assai presente vuoi per quella sensazione carbonica che da un lato rende asciutta e poderosa la beva, dall'altro ne limita un po' l'ampiezza, solleticando dell'impianto la vena rustica e la tipicità.

Quello che risplende maggiormente però, e che più mi colpisce, è l'assoluta riconoscibilità che lo identifica appieno con il vitigno d'origine, non c'è meticciato che tenga, così come non c'è ombra di dubbio che non ti porti a pensare alla Toscana, o alla California. Niente di tutto questo dimora nel bicchiere che vi sto descrivendo.

Ti resta il ricordo- perché è certo che ti resta - di un vino poderoso e sui generis, dalla beva eccezionale, di forte attrazione, legata anche - se ci penso bene - a qualche rusticità di fondo (leggi al gusto), che qui - e ribadisco qui - dona comunicabilità e "simpatia". Vino non di spalla larga bensì larghissima, che si aggira in un ristorante "giusto" sulle 50000 lire a bottiglia, che vale e stravale l'acquisto e la meditazione anche se il suggerimento professionale, sicuramente la curiosità, vorrebbero lasciarlo riposare ancora del tempo nel buio buono di una buona cantina... In fondo è solo il '94!

La chiosa:

Da meditare e tenere a mente non c'è che dire questo secondo assaggio a distanza di due anni dal primo, ed il ricordo difficilmente si appassirà. Che rappresenti la punta di diamante della produzione masciarelliana non c'è dubbio. Della cantina Masciarelli poi è inutile qui ri-parlare, che è quasi sulla bocca di tutti ormai (per proprii meriti, ovvio!) e non ha certo bisogno dei nostri incoraggiamenti.

Cogliamo l'occasione invece per ribadire di nuovo il concetto: dell'assoluto valore della terra d'Abruzzo qui in un Villa Gemma per esempio trasposto. Le strade potranno essere nitide e luminose. Se verranno percorse da una moltitudine la più vasta possibile di cantine, con coerenza e determinazione proprie dello spirito artigiano che muove da sempre i vignaioli abruzzesi, se cioè le discontinuità e le cadute di tensione ancor oggi palesi saranno mitigate o interrotte, allora vedremo queste strade impennarsi e puntare diritte verso il cielo.


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