L'appunto al vino
di Fernando Pardini
 
 

Il vino:
Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 1996 - Cantina Sociale Santadi

Sotto-zona/cru: Santadi (CA)

Data assaggi: Aprile 2001

Il commento:

Si dispone bene nel bicchiere questo rosso di Sardegna, con il suo rubino/granato nitido e compatto, di apprezzabile densità.

All'olfatto ti avvolge pian piano nel gioco discreto dei rimandi, mai aggressivi, che fondono una base distinta di frutto rosso del bosco a vegetale selvatico di macchia su quadro ampio, finemente risolto, screziato di spezie e di cuoio.

In bocca esprime sensazioni di grande finezza gustativa e conquista per la calibratissima avvolgenza tannica, che si sviluppa levigata e soffusa e che fa assumere al vino un carattere esemplare nel portamento. Nel suo incedere intenso, asciutto, di buon corpo, lungo, ti regala calore e morbidezza. Sei condotto così - con estrema sensazione di equilibrio - ad un finale asciutto e morbido che ne amplifica la sostanza e l'innata piacevolezza, tutta carignan. Vino che fa del portamento - austero e raffinato - il suo punto di forza: lì si fa riconoscibile e non somiglia a niente altro se non a sé stesso: questa la peculiarità, la più grande.

In ristoranti dai giusti ricarichi, e forse anche di più, sta poco al di sotto delle 50000 lire. Inutile sottolineare che sia da meditare e da tenere a mente - mi appare ovvio - utile però considerarlo anche vero e proprio vanto dell'enologia italica, aldilà e al di sopra di ogni probabile confine, sia esso malinconico nuraghe, sia esso bel mare di Sardegna.

La chiosa:

Sorprendente eppur discreto, questo in sintesi il suggello di una esperienza sensoriale intensa e raffinata, per un vino - pronto - che porta alla riprova senza cedimenti o stanchezze, che si ripropone all'attenzione ad ogni sorso per via del suo equilibrio, della sua finezza tannica, che non cerca (e non vuole) stupirti con effetti speciali o iper-vitaminici ma concedersi franco, preciso, netto, con genuino spirito di terra.

Eppoi, se vai a ben pensare, ti richiama sì suggestioni culinarie quali grigliate d'altri tempi, ma per la sua eleganza, pur in ambito asciutto ed austero, può sfidare degnamente piatti lì per lì impensabili da accostarvi. Della cantina cosa dire: ennesimo piccolo-grande miracolo della cooperazione e della unione di intenti: dalla Sardegna con furore, insomma, con un tocco di Tachis style.


Prima pagina | L'articolo | L'appunto al vino | Rassegna | In dettaglio | Sottoscrivi | Collaboriamo