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Il vino:
Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 1996 - Cantina Sociale Santadi
Sotto-zona/cru:
Santadi (CA)
Data assaggi: Aprile
2001
Il commento:
Si dispone bene nel bicchiere questo
rosso di Sardegna, con il suo rubino/granato nitido e compatto, di apprezzabile
densità.
All'olfatto ti avvolge pian piano nel gioco discreto dei rimandi, mai
aggressivi, che fondono una base distinta di frutto rosso del bosco a
vegetale selvatico di macchia su quadro ampio, finemente risolto, screziato
di spezie e di cuoio.
In bocca esprime sensazioni di grande finezza gustativa e conquista per
la calibratissima avvolgenza tannica, che si sviluppa levigata e soffusa
e che fa assumere al vino un carattere esemplare nel portamento. Nel suo
incedere intenso, asciutto, di buon corpo, lungo, ti regala calore e morbidezza.
Sei condotto così - con estrema sensazione di equilibrio - ad un
finale asciutto e morbido che ne amplifica la sostanza e l'innata piacevolezza,
tutta carignan. Vino che fa del portamento - austero e raffinato - il
suo punto di forza: lì si fa riconoscibile e non somiglia a niente
altro se non a sé stesso: questa la peculiarità, la più
grande.
In ristoranti dai giusti ricarichi, e forse anche di più, sta poco
al di sotto delle 50000 lire. Inutile sottolineare che sia da meditare
e da tenere a mente - mi appare ovvio - utile però considerarlo
anche vero e proprio vanto dell'enologia italica, aldilà e al di
sopra di ogni probabile confine, sia esso malinconico nuraghe, sia esso
bel mare di Sardegna.
La chiosa:
Sorprendente eppur discreto,
questo in sintesi il suggello di una esperienza sensoriale intensa e raffinata,
per un vino - pronto - che porta alla riprova senza cedimenti o stanchezze,
che si ripropone all'attenzione ad ogni sorso per via del suo equilibrio,
della sua finezza tannica, che non cerca (e non vuole) stupirti con effetti
speciali o iper-vitaminici ma concedersi franco, preciso, netto, con genuino
spirito di terra.
Eppoi, se vai a ben pensare, ti richiama sì suggestioni culinarie quali
grigliate d'altri tempi, ma per la sua eleganza, pur in ambito asciutto
ed austero, può sfidare degnamente piatti lì per lì impensabili da accostarvi.
Della cantina cosa dire: ennesimo piccolo-grande miracolo della cooperazione
e della unione di intenti: dalla Sardegna con furore, insomma, con un
tocco di Tachis style.

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