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Il vino:
Orvietano Rosso DOC Sesìl 1998 - Brugnoli
Sotto-zona/cru:
Orvieto (Tr)
Data assaggi: Giugno
2001
Il commento:
Rosso rubino di buone profondità
e consistenza, senza cedimenti, così mi appare il bicchiere di oggi.
I profumi li percepisci intensi e di progressione discreta, su base fruttata
di media profondità e gamma di aromi spaziante dal frutto rosso del bosco
ai rimandi di cioccolato e vaniglia, alle nuances di pepe e tabacco;
il tutto su soffio etereo leggero. Assai fine lo definirei, se lo attendi,
ché vuole perentoriamente ossigeno.
Al palato assume buona stoffa su trama di bocca merlottata che
non si allarga né si rammollisce, mantenendosi elegante, sostenuta com'è
dalla vivida acidità. é caldo e tendenzialmente morbido e si concede
speziato e sapido con progressione non superiore ma neanche senza pecche
evidenti. A suo modo coinvolgente e preciso, si compiace in un finale
lievemente amarognolo.
Il passo a tratti metallico ne toglie la piena armonia gustativa ma non
l'interesse e la curiosità, che suscita sinceri. Vino in beva che
può durare un pochino e che in enoteche giuste troverete, se lo troverete,
a 17000 lire o giù di lì. Vale l'acquisto e un pensierino
a latere.
La chiosa:
Ogni tanto capita, non
spessissimo però capita, di "chiosare magro". Ben vengano di queste chiose
perché significano buone nuove che si affacciano all'orizzonte. Al mio
orizzonte.
In questo caso sconosciuta mi è la cantina, sconosciuto il vino: eppure
l'unione merlot-sangiovese di cui questo rosso DOC di bella speranza orvietana
si costituisce sa offrirmi a tratti gustose sensazioni, sicuramente un
certo calore, un non so che di quel carattere sangiovesista da terre calde,
che non dispiace. Eh no.
Viatico da perseguire e rabbiosamente da migliorare. La strada è avvistata.

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