L'appunto al vino
di Fernando Pardini
 
 

Il vino:
Langhe DOC Chardonnay Fossati Roscaleto 1998 - Roberto Voerzio

Sotto-zona/cru: Vigneto Fossati - La Morra (Cn)

Data assaggi: Luglio 2001

Il commento:

Già a partire dal giallo paglierino netto, translucido e avvertibilmente denso ti sa infondere fiducia e poi, da subito - se lo accosti al naso - ti trasmette profumi intensi, equilibrati, cosparsi di note floreali e fruttate financo esotiche su legante di resina e vaniglia di assoluta gradevolezza, di sentita freschezza, da bilanciato matrimonio rovere/frutto. Non progredisce più di tanto ma dignitoso ti appare per profondità di spettro.

In bocca ti sorprende per ardore acido, calorosità e sviluppo morbido, fatto di buona avvolgenza, soprattutto di armonica e rotonda beva, che non ti fa mai pensare alla stucchevolezza, peggio ancora alla pesantezza, per tutto il proseguio. Vivido e continuo, non strabilia di certo per spessore o passo superiore, ma si compiace affascinante, così riconoscibile nell'impronta langarola, con la sua striscia di tabacco biondo e di torba che si porta appresso dopo un po' di tempo che gli fai respirare aria.

Sa farsi valere ed apprezzare, eppoi manca di strafottenza e mantiene intatti l'equilibrio e l'eleganza del tocco, frutto di un sapiente dosaggio e di un indiscutibile estro. Ha ancora spalla e stagioni dalla sua.

In ristoranti speciali, che più speciali non si può, lo troverete a 35000 lire o giù di lì che, conoscendo "un attimino" il produttore ed i suoi "standard", vale e merita.

La chiosa:

Vino non so dirvi da quanti numeri (intendo di bottiglie) ma che immagino non semplicissimo da scovare. Se vi imbatterete in lui, nel vostro cammino di curiosi, fategli compagnia, vi onorerà con qualche momento assolutamente piacevole e sincero, dove dimenticherete grassezza ed opulenza e vi troverete immersi in un sottile, meditabondo, piacevolissimo bicchiere garbato, pur restando sia chiaro nell'alveo autenticamente "terroso" del langarolo verace.

Su Roberto Voerzio e sui suoi vini ebbi a dire diverso tempo fa e se cercate sull'AcquaBuona troverete pensieri e parole. Che dire: enfant prodige, must, cult? non so neanch'io; ricordo soltanto che a sentirlo parlare percepisci profondo il radicamento verso la sua terra d'origine, l'attaccamento al suo odore. Che poi forse è solo uno dei tanti segreti di un successo planetario.



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