Il vino:

Lacrima di Morro d'Alba DOC 2001 - Luciano Landi

Sotto-zona/cru: Belvedere O. (AN)

Data assaggi: Dicembre 2002

Il commento:

Un fiero rosso rubino, intenso e cardinalizio, annuncia un naso peculiare e diverso, intriso di essenze floreali fragranti e profumate, dalla violetta del pensiero al petalo di rosa per arrivare ad umori più profondi, leggi sottobosco, pepe, cuoio, selvatico, a regalare in compendio dignitoso e continuo, piacevole e mai ammiccante, un profilo aromatico distintivo e piacevole, in compagnia del quale -senza sforzo- ti trovi da subito a tuo agio.

In bocca poi sa procedere con ordine e bilanciamento, senza ostentare strutture da competizione o densità da primato, ché non gli attengono; così, scorrevole, franco, coerente, orgoglioso di esserci e mostrarsi, con quei tannini lisci e ben fusi e quella spina acida percettibile a rilanciar la beva e segnarne la scia gustativa. Ancor vinoso e col frutto suo primario in bella evidenza - che ti par di schiacciar l'uva - mi appare oggi un bicchiere esemplare per autenticità, rispetto e suadenza infuse. Nel nome di un vitigno poco praticato, o conosciuto, è vino cordiale, vero, che porta a un divagare leggero, sognatore, e a una beva ripetuta senza soluzioni di continuità. In lui significato e significante, che sugli scaffali buoni si traducono in 7€ di cruda materialità. Provare per credere.

La chiosa:

No. Non significa affatto cominciare in sordina l'anno nuovo duemilaettre dei miei "appunti al vino" solo perché le suggestioni non le ho tratte da un prim'attore, di quelli capaci di infinite sfumature, di a solo interminabili o di alte capacità "recitative", tali da conquistare perentoriamente la scena. Volutamente è stato deciso così. Perché il caso dapprima mi ha fatto incontrare sul cammino questa "piccola" ed amichevole Lacrima di Morro dello sconosciuto Luciano Landi e la volontà ha deciso poi, su quell'incontro, di costruirci un ricordo. Attenzione, la selezione Gavigliano dello stesso vignaiolo, a un paio di euro di più, vola ancor più in alto, ma non importa: oggi parlo di basi. Ho bisogno di basi, vieppiù se solide e singolari. Sì perché il leit motiv che "sento" nell'aria, il whisper, parla di darsi una calmata. Da più parti il richiamo. E si riferisce -badate bene- al mondo mio amato vitivinicolo, ai suoi eccessi, alle sue prepotenze, alle sue mode, che a volte paiono travalicare o dimenticare le basi stesse del giusto operare. Questo mormora il leit motiv. Bene, la risposta -simply- sta anche in questo bicchiere di Lacrima: non c'è prepotenza nè moda qui: solo dignità, carattere, e il dono grande della distinzione. C'è solo e soltanto la percezione chiara di un percorso consapevole, attaccato alla terra, proposto però con spirito e stile nuovi, con cura e garbo. Uno sforzo che veste la sicura matrice varietale di un vitigno storico e poco praticato in abiti liquidi sfumati, comodi, raffinati, che mi portano al compiacimento e alla ricerca. Uhei, non sono di fronte ad un vino da sogno, lo ripeto, ma la forza di questa lacrima, il significato ed il significante, bastano di per sè alla meraviglia, o al sogno. Ho da lei la consapevolezza e la speranza di un sommovimento creativo e contadino che parta dal basso, dalla base, per elevarla ad elettiva espressione; un sommovimento teso a riscoprire cioé mondi di aromi e di singolarità che la poliedrica potenzialità delle nostre terre può disvelare ad ogni piè sospinto se solo vi dedicassimo reiterate le attenzioni, se solo ci astraessimo un attimo dalla corsa e dall'affanno, dal miraggio economico e dall'opportunismo delle scorciatoie.

Se solo ci fosse la volonta di percorrere strade sulle quali il tempo riaffermasse il suo "vero" corso, quello beatamente slow che la campagna ci ha insegnato nei secoli ad amare, forse vedremmo spuntare tanti e tanti vini (la lacrima è solo un esempio) dai quali forte riceveremmo un messaggio che è futuro, solidità, "sostenibilità", diversità, dignità. D'un colpo, pensate, spazzate via la ridondanza, l'artificio, la costruzione, la prepotenza, la grevità.

Vedete che, oltre ad un divagare leggero, la lacrima è capace di ispirare profondi, sani, buoni propositi! O forse, mi confondo.

 

 

 

   

prima pagina | l'articolo | l'appunto al vino | la parola all'agronomo | in azienda
in dettaglio | rassegna | visioni da sud | la cucina | en passant | mbud
appunti di viaggio | le annate | la guida dei vini | rassegna stampa | sottoscrivi