Il vino:

Monferrato Bianco DOC Pafoj 1998 - Icardi

Sotto-zona/cru: Castiglione Tinella (AT)

Data assaggi: Marzo 2003

Il commento:

Il commento:

Il giallo compatto della sua robe- mai invadente nè "caricato"- vira sovente nel bicchiere grazie ad insistenti riflessi verdolini che gli fanno assumere un aspetto giovanile e fresco. Anticipa un naso di elegantissima tessitura aromatica e grande estroversione. Molto nitido ne ho lo svolgimento, autenticamente "sul frutto" nonostante l'età, in cui vi scopro quelle candide ed invitanti note floreali innestarsi sul fondo fresco d'agrume (pompelmo), sui rivoli aerei di menta ed i sussurri vanigliati. Sento a piene nari il verde del sottobosco, bello, profondo, ammaliatore, veicolante. Con l'aria se ne escono i rintocchi minerali, gli echi ioidici ed i fiori di ginestra ad arricchire lo spettro.

Il palato è oltremodo coerente, sorprendentemente fine e ben disposto, ed il rovere, bellamente integrato con il corpus, rende così piacevole e fusa la trama da giocarsi l'allungo insieme a rimandi fruttati ( esotici) e vanigliati di precisa suggestione. Qui dentro ci stanno i battiti acidi e citrini che piacciono a me, le effusioni del rovere e le evidenze del frutto. Gran bel vino, autenticamente piacevole e beverino sia pur nella leggibile sua complessità. Senza sciorinare inopportune invadenze, o corpi ridondanti, sa muoversi agile, leggiadro, espressivo e coinvolgente, tutto piacevolezza e garbo -non mi importa della dilatazione e dell'allargamento a mezza via - cullandomi i pensieri in un dolce finale amorevolmente fumé. Sarà, ma per quella parvenza di residuo zuccherino che sento, quella pura essenza, quella nuda acidità, il profilo varietale che se ne esce fuori è quanto meno singolare, inascoltato fin ora, tale da farmi aguzzare le papille se solo penso alle probabili potenzialità sottese dalle terre del Monferrato.

Sugli scaffali d'Italia sarà difficile reperire questa bottiglia. Le annate nuove di Pafoj Bianco me le immagino sui 20 euro. Di lei conserverò un grande ricordo, come di insegnamento. Chi l'avesse in cantina sappia che sta attraversando il suo stato di grazia.

La chiosa:

Senza dubbio uno dei vini più coinvolgenti e meno elucubratori del fronte nord ovest che mi sia capitato di incontrare. Non me lo aspettavo. Diverse le esperienze con i vini di Pierino Icardi, con risultati a volte non proprio edificanti: tecnico ma non sempre continuo e coinvolgente il Suris Sara, incompreso il Pafoj rosso. Assai più a mio agio, per rispetto varietale ed accuratezza nel tocco, mi sono sentito quando ho conosciuto le barbere della casa. Questo assaggio mi ripaga dell'attesa e mi spinge, ancora una volta, a curiosare più in là. A capire. Magari bussando alle porte della cantina di Castiglione Tinella.

 

 

 

   

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