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Sotto-zona/cru: Buttrio (UD) Data assaggi: Maggio 2003 La bocca poi è progressiva, tesa, vigorosa e densa, dotata di una generosa spina acida, dove ricca e propositiva si fa la sapidità dell'impianto, cospicuo il frutto; sono bocca e baci che abbandoni a malincuore, trasudanti fascino ancestrale ed invidiabile autenticità, che ti riportano dritto dritto alle sue terre, a quelle terre che, più vado avanti, e più mi accorgo essere pregnanti di messaggi liquidi e rossi se solo se ne ascoltassero i richiami... gli umori di spezie esotiche del refosco, il nerbo ed il giovanile nervosismo della tazzelenghe, forse la sofficità del merlot. Hanno traversato e permeato i miei sensi, tutti insieme davanti ( e dentro) a questo vino, e ancor oggi non so se gli appartengono. Di certo, nei ricordi miei, resterà un'impronta chiara di terroir dopo tanto navigare, per un sorso di Friuli ad altissima densità di contenuto e ad un prezzo che mi sfugge. Da ricercare assolutamente. Per navigare meglio. Oggi e domani. La chiosa: Non mi smuovo dal mio incantato ottimismo. Lo sconosciuto Dominin di Paolo Meroi lo promuove ancor di più. Che esistano luoghi e modi, del vino, di assoluto splendore, magari non conosciuti come si dovrebbe, da esplorare, studiare con affetto, per confermarne dignità e sincerità. Da loro, naturali immedesimazioni ed istintiva amicizia. E' dominio della terra. Quanto basta per continuare a sperare.
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