Il vino:

Marche Rosso IGT Chaos 1999 - Fattoria Le Terrazze

Sotto-zona/cru: Numana (AN)

Data assaggi: Maggio 2003

Il commento:

Il rubino è intenso ed invitante, orgoglioso e saldo nella giovanile consistenza. Il naso, di rimando, carnoso ed elegante, smagliante ed integro nell'essenza sua fruttata, rossa e nera del bosco. Sono ciliege nere, ribes e cassis le quali, unite amorevoli alla base profonda di rabarbaro, humus e bacca silvestre, compongono un quadro seducente di grande sensibilità. E te lo regalano.

Ne coglierai la piena corrispondenza - vedrai - quando lo porterai alla bocca, quando ti accorgerai dell'immutato charme, dell'abbracciante avviluppo armonico, di quella suggestione amorosa che si prova quando per incanto siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda - proprio adesso, proprio qui- con il vino pronto a concedersi in piena esaltazione. Muovendosi su trame sostenute ed esotiche, leggiadre e raffinate, con il rovere maritato alla bisogna e la fusione tattile setosa e sensuale, ti lascerà con la voglia di possederlo ancora. Forse - come me - proverai una sensazione di purezza, ben oltre la cupezza dei suoi colori. E' in fondo un gioco di rimandi, un cesello prezioso e finemente lavorato, quasi fosse un ricamo, che assomma ed esalta con estrema nitidezza le caratteristiche buone delle uve che lo compongono: la scorza, il temperamento e la terra del montepulciano, la soffice accoglienza - ammiccante e seduttrice - del merlot, le sfumature ed i coinvolgimenti del sirah.

Con l'aria, se li attendi, spunteranno gli umori delle erbe aromatiche: aldilà della rinnovata freschezza si farà così struggente ed irresistibile il richiamo.

Richiamo - e vino - che nelle enoteche d'Italia stanno - l'un per l'altro -sui 25€ o giù di lì.

La chiosa:

Son rimasto colpito da Antonio Terni - anima delle Terrazze di Numana - fin dalla prima volta che l'ho incontrato, durante un vinitalì di quattro anni fa. Da allora, immancabilmente - ad ogni vinitalì - lo vado a trovare. Inevitabile - più che di vino - parlare di Bob Dylan, l'amore suo tra i più grandi, dei miei idem. Dylan lui lo porta dentro e fuori: si veste di Dylan. Io solo dentro. Intuisco - in Antonio - una personalità forte ed enigmatica, di sicuro intrigante, molto understatement, dinoccolata come la sua figura, che mi immagino capace di farsi trasportare dalla bellezza, dai suoni, dalla poesia, dal caos, dal vino, ma anche dalla fisica e dalla matematica, e di trarne naturalmente lungimiranti trasposizioni, idealità, percorsi, fors'anche appagamenti spirituali.

In lui, non so perché, vedo - senza conoscerlo, vedo - la razionalità esasperata farsi geniale visionarietà ed incredibile fantasia onirica, e andare d'accordo. Dalla magia della matematica, dalla "misteriosa" teoria particellare dei frattali a "Visions of Johanna" il passo - se solo lo conoscessi meglio - mi apparirebbe breve.

Di certo, a conoscere il Chaos '99 di oggi, il passo - così ad occhio- è brevissimo: scienza della terra ed irreale come maritati. Pensa te la potenza!

 

 

   

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