Il vino:

Barolo Docg Torriglione 2000 - Mario Gagliasso

Sotto-zona/cru: Vigneto Torriglione - La Morra (CN)

Data assaggi: Agosto 2004

Il commento:

Qui davanti a me, finalmente, ho un rosso granato d'ordinanza, fiero e vitale, senza accentuazioni ed ostentazioni, old se volete, con tracce di sole. Il suo naso è un lungo circuire, soffuso, garbato e sentimentale, dal quale intuire tutto il calore di un'annata, un dolce temperamento "mediterraneo" e un umore buono di trasparente dignità: sono tocchi leggeri di ciliegia, piccoli frutti leggermenti macerati, fiori appassiti, terra per un respiro puro e rinfrancante, di ampia voluttà.

La bocca è quanto mai fine, di antica suggestione, delicata, tenera, nuda eppur piena di cose da dire, di rara finezza tannica, sottilmente terrosa, molto classica. La beva, con l'aria, si fa irresistibile, veicolata da una corroborante sapidità che ne slancia incredibilmente il finale. L'alcol, che scorgi, appare sotto controllo, il sentimento con cui ti avvince no, si fa bellezza. Piena l'appartenenza, per un barolo finalmente nitido, genuino, giocato sulla purezza e sulla timbrica seduttiva derivata pari pari dai pendii più felici di La Morra. Difficile dimenticarlo, vista l'aura da grand cru, così come non si dimenticano le verità rivelatrici.

La chiosa:

Assaggiare un barolo così mi ha ricordato, in un sol lampo, l'autenticità e la singolarità che dimora dentro certe storie di Langa, quelle che parlano la lingua contadina, la lingua cioé che piace a me. Le suggestioni millanta, come scriverebbe il buon Gino Veronelli, escono a stento dalla penna ma affollano volentieri i meandri più reconditi del cervello, quelli deputati alla memoria sensoriale. Lì restano a lungo. Per liberarle, lo so, non resta altro che partire di nuovo, direzione La Morra, per conoscere questa benemerita famiglia, tra i filari del Rocche dell'Annunziata e del Torriglione. A proposito di Rocche dell'Annunziata, il barolo 2000 che porta questo nome - a firma Gagliasso - non avrà forse la magnifica complessità del Torriglione ma la grazia, la sfumatura, la mineralità, la carezza morbida di un vino vero quelle sì. Caspita, che piccole, artigianali meraviglie!

Più ci penso e più mi struggo. Sì, delle mie partenze, a volte troppo ritardate.

 

 

 

   

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