|
|
|
Il vino:
Barolo DOCG Bricco Fiasco 1999 - Azelia
Sotto-zona/cru: Bricco Fiasco in Castiglion Falletto
Data assaggi: Settembre 2004
Il commento:
Armato
di un colore granato solido ed imperativo, non fa una piega e non offre
spunti al tempo, da che il tempo - nel passaggio- pare non segnarlo affatto.
Evidenti, fin dalla prima occhiata, la densità e la struttura sottese.
Lo noti dalla sicurezza che dimostra, dalla vitalità tutta giovanile,
dall'orgoglio di esserci. Il suo naso, per esempio, c'è. E' ampio,
intenso, boschivo, carnoso, moderatamente malinconico, più primaverile
che autunnale. C'è rovere, quello sì, da assorbire ancora,
ma sotto si agita e si spande un tappeto di piccoli frutti, con la ciliegia
nera, la nocciola, la liquirizia e le erbe officinali al contorno. Un'emersione
costante, man mano che il bicchiere respira.
La sua bocca si fa da subito avvolgente. E' bocca ricca, cremosa, forte
ed elegante insieme, assolutamente coerente con quanto al naso hai appreso.
Il finale, di lieve vertigine, alimenta sogni e levigatezza, rivelando
fini tannini e un alone di tabacco e china sulla scia. Una "confezione
moderna" che sa mantenere integri il garbo e la determinazione propri
del terroir. La piena nitidezza arriverà con il tempo che, lo ripeto,
sta dalla sua parte. Perché poi, in fondo, è la freschezza
a parlare, ben oltre il marchio provvisorio e passeggero del rovere e
degli smalti. La freschezza ci racconta oggi di un futuro luminoso, dalla
irradiante compostezza espressiva. Da attendere, mi pare ovvio. Ottomila
le bottiglie, per una ricerca che non dovrebbe essere affannosa più
di tanto, ad un prezzo invero non agilissimo. Eppure questo vino ha molte
cose da dire a sua discolpa.
La chiosa:
Luigi
Scavino ha profondi occhi azzurri, un aiuto indispensabile per esprimere
i pensieri e gli stati d'animo, lui che ha più silenzi che parole
da offrirti. Eppure, di lui, ti colpiscono, oltre la figura slanciata
e quasi "aristocratica", la gentile accoglienza, la timidezza,
l'eleganza dei gesti. Naturalmente i silenzi. Non so perché, ma
ho come l'impressione che sia un vignaiolo a cui piace comunicare con
se stesso, senza troppe ingerenze. Nella sua persona trovare buona compagnia.
Gentilmente, ma dichiaratamente, ama fare da solo il proprio mestiere.
Salvo eccezioni, come la moglie Lorella, di vitale complicità e
conforto. Insieme, non c'è che dire, formano una bella coppia.
Proprio come quei vini barolo che se ne escono da lì al mondo:
la bella coppia Bricco Fiasco e San Rocco, con il primo proveniente dalla
vecchia omonima vigna di famiglia in Castiglion Falletto, vigna che fu
divisa ant'anni fa tra il ramo paterno e quello di Enrico Scavino; ed
il secondo derivante dal vigneto acquisito in quel di Serralunga che son
dieci anni. Non si può negare che abbia sposato una concezione
moderna nel produrre i barolo, eppure la personalità e l'eleganza
strepitosa di quei vini - crescerà ancora- non richiede assolutamente
il vezzo dei distinguo di metodo, da che la vigna parla. Il metodo è
poca cosa di fronte al risultato. E poi, occorre dirlo, questa differenza,
in molti casi, è divenuta nel tempo via via più sottile
in Langa. Basti pensare, per solo restare ai vini di Luigi, ai sorprendenti,
naturali, terragni barolo 2000 assaggiati (e goduti) quest'anno. Basti
pensare al magmatico sommovimento, e alla razza, dei barolo 2001 che stanno
in cantina ad affinare, con il Bricco Fiasco che sprigiona tutta la freschezza
e la sapidità della sua terra ed il San Rocco che rivela una intensità,
un carattere, una tempra tannica - la ricordo mirabilmente filigranata
- come solo i vini di Serralunga sanno fare...... No, di fronte a vini
parlanti, a promettenti terroirs, a vignaioli capaci di pensare, trovo
inutile dissertare di metodi, vinificazioni rapide e vinificazioni lente.
C'è qualcosa che prevale sopra il metodo, e quando quel qualcosa
prevale significa - a parer mio - vocazione territoriale e qualità
della materia prima. E' cosa naturale allora attendersi vini di crescente
e conclamata personalità, per i quali non sarà così
difficile poter parlare di anima.

|