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Sotto-zona/cru: Zegla di Plessiva (GO) Data assaggi: Ottobre 2004 Il commento: La sua bocca, beh, è bocca perfetta, integra, forte e terragna, secca e scorrevolissima, agile e nello stesso tempo sostanziosa. E' in continuo proponimento, tesa come un elastico, fresca da non smettere la beva, e non ti concede niente se non la bellezza, insieme al richiamo certo di mandorla in quel finale trasognante, di genuina naturalezza. E' questo un vino paradigmatico per terroir e vitigno, vitigno che di nome fa (e sempre farà) tocai. Sugli scaffali d'Italia - evviva! - lo troverete a 10 euro o giù di lì. Ineludibile il richiamo, per un incontro che vorrete perpetuare. La chiosa: Non ho ancora conosciuto Damian Princic. Non credo di saper aspettare molto. Nell'ambiente sono due o tre anni che si mormora di questo giovane vignaiolo di confine, e del suo rigoroso e splendente tocai. Da allora ne seguo con passione i vini, che ad oggi hanno forse nel tocai la punta di diamante, ma che sorridono pure nella espressività, tutto fuor che didascalica, dello Chardonnay, nella polposa ricchezza del Pinot grigio, nella sapida consistenza del Collio Bianco. Una piccola, interessante realtà contadina, quella animata da Damian, che accudisce e rispetta da par suo un cru straordinario quale quello di Zegla, nel Collio cormonese. E' stato proprio lì, a Zegla, che ho cominciato a capire un po' di più di quella terra, penetrando nella sua morfologia, nella sua beltà. Da Zegla vedi il confine, e la bandiera slovena, e le garitte delle guardie di frontiera ( per fortuna, si dice, in via di dismissione). Sarà un caso, ma come per tutte le frontiere, i drammi, le vicissitudini, i desideri, i sentimenti così unici e forti delle genti che lì ci vivono e ci hanno vissuto, paiono tramutarsi, quando espressi nelle opere, nei gesti e nei frutti contadini, in altrettante identità, uniche e forti. Sì, questo vino ci rappresenta ai livelli più alti. Dipendesse da me - e lo ripeto a voce alta, da che la battaglia sulla liceità del nome Tocai sembra ormai persa a favore degli ungheresi - il rio omonimo, tanto ispiratore, si trasformerebbe, per diritto acquisito, in fiume.
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