Il vino:

Langhe Bianco DOC Binel 2001 - Ettore Germano

Sotto-zona/cru: Serralunga d'Alba (CN)

Data assaggi: Gennaio 2005

Il commento:

Le note fumé creano un intrico sinuoso da giovane riesling dietro quella seducente trama agrumata, così affascinante e in trattenere, con le riduzioni buone del vino di carattere, la pietra focaia ed il cedro candito ad accompagnare. Ha un colore saldo e terso, a ben vedere, il mio bicchiere di oggi, di un giallo convinto eppure innervato da pallide screziature più vivaci, sintomo di vitalità. E poi - a comprova - c'é una bocca slanciata e dinamica ad accoglierti, con un rovere integratissimo, una vibrante, discreta dolcezza fruttata ed una sapida essenza a stupire. E' un cantilenare convinto, continuo e modulato il suo, per una beva trascinante ed un lungo finale sognatore, aereo e d'altura, su affioramenti di vaniglia e ricordi di infiorescenze primaverili. E' pur vero che affonda le sue radici in quel di Serralunga, per la terrosità e la struttura che non lesina, ma le ali (fors'anche il cuore) stan lassù in Mosella.

Vino singolare e fuori dal coro, trae una impensabile forza comunicativa dai contrasti e dalle sfumature senza niente concedere a smargiassate del rovere o a più consolatorie dimostrazioni di attributi. In quella solida aristocraticità, che chiede tempo per esprimersi e conclamarsi al meglio, risiede l'orgoglio della sua terra, ciò che ti fa intuire di quante potenzialità in bianco la Langa severa e generosa sia capace. Te ne accorgi dal momento in cui l'apparente estraneità di due vitigni foresti, chiamati riesling e chardonnay, mirabilmente si compone in un quadro complice ed amichevole, caldo ed individuale, a disegnare un percorso sensoriale nel quale è facile confondersi e dal quale resta invariabilmente esclusa la parola ovvietà.

Al di fuori di ogni ovvietà, uno dei bianchi piemontesi più caratteriali ed impegnati lo troverete sugli scaffali d'Italia a 12 euro o giù di lì. Obbligata la ricerca.

La chiosa:

Sergio Germano, con la chiara complicità di certi cru di Serralunga, è un tenace produttore - figlio di contadini- che sa infondere una forza ed una tensione fuori dal comune ai suoi vini. In lui, dietro ai silenzi della prim'ora, figli legittimi della sua appartenenza langhetta, ci stanno una simpatia, una sensibilità ed una intelligenza tutte giovanili, che i suoi vini, parlanti, sentono eccome. L'amore per l'arte, la Mosella ed i tannini di Serralunga gli hanno fatto continuare una strada, quella del vignaiolo, con piglio autorevole ed accresciuta consapevolezza: curiosità ed impegno, rispetto e cura, i pilastri classici per l'uomo della terra e per il suo futuro, dimorano tutti a casa Germano, tra i filari del Cerretta e la curvatura ripida e pendente del Prapò. La costante ricerca della più pura espressività territoriale, unita d'incanto ad un innato spirito curioso, mutuato solo e soltanto dalle personali passioni, crea - nei vini figli suoi- un caleidoscopio di suggestioni liquide non solo trasognanti ma persino propedeutiche. Insomma, per capire un po' di più della Langa e di Serralunga, con sentimento e complicità, tutti i viaggiatori e gli amanti non possono che fermarsi a questo approdo.


26 febbraio 2005

 

 

 

   

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