|
|
Sotto-zona/cru: Toppole - Montefredane (AV) Data assaggi: Marzo 2005 Il commento: Questo bicchiere complesso e sui generis, geniale e sregolato, riflessivo e lento in giovine età, desideroso di tempo per esprimersi al meglio, disegna con forza i contorni di un vino contadino, eclettico ed individuo, tratto da un vitigno affascinante forse non sempre interpretato come natura consentirebbe. Dalla Vigna della Congregazione hai invece un Fiano di razza che sta, imperdibile, nelle enoteche d'Italia ( quelle buone!) a 12-13 euro. La chiosa: Troppo lontana l'Irpinia dei ricordi miei. E' un ricordo verde scuro e piovigginoso, di strade in curva, a salire e scendere, e di silenzi. Tutt'intormo un intrico di valli e colline ripide la cui scoperta è rimasta per me una voglia inesplorata. E' ciò che resta della mia Irpinia di passaggio. Altri tempi, e pensieri. Vini come questo - nel meravigliarmi- mi rimproverano sugli sbagli compiuti per le soste non fatte e le attenzioni non perpetuate. Mantengo, non come vorrei, il ricordo di un poliedrico Antoine Gaita di qualche anno fa, intervistato dalla mia AcquaBuona: cercatore e sperimentatore, affascinato dalla terra e dalla naturalità, anima inquieta della allora sconosciuta Villa Diamante di Montefredane, capace di partorire vini stralunati e diversi, cangianti e orgogliosi, senza niente concedere alla ovvietà. A distanza di anni, e di bicchieri, posso dire due cose: che a Montefredane dimora uno dei vini più prestigiosi del nuovo Sud consapevole, e che lasciare l'Irpinia appesa a ricordi lontani è un errore da non ripetersi mai più.
|
||
|
prima
pagina | l'articolo |
l'appunto al vino | la
parola all'agronomo | in
azienda |
|||