Il vino:

Veneto Bianco IGT Capitel Croce 1999 - Anselmi

Sotto-zona/cru: Capitel Croce in Monteforte d'Alpone (Vr)

Data assaggi: Gennaio 2002

Il commento:

Dal colore giallo-verdognolo e dai rapidi riflessi di ghiaccio, translucido e apprezzabilmente denso, si concede ampio nel ventaglio, fragrante, fruttato e vegetale, dolce e intrigante, dal fascinoso sfumare a partir dalla pesca, passando da camomilla e gelsomino per chiosare e acquietarsi sulla foglia del thé, sull'uva matura e sulle erbe aromatiche.

Notevole la coerenza al palato, se non altro per quella dolcezza di fondo che ti richiama la prepotente maturità del frutto, inaspettata la sontuosità e la morbidezza, elegante l'incedere, senza strafottenze. Ne percepisci aromi roti come da muffa mobile e una vena acida attutita dagli avviluppi del corpo.

Mentre i risvolti minerali renderanno raffinato il passo, carezzevole ti apparirà la sostanza, in odor di vendemmia tardiva. Rammento una leggera flessione a mezza via, a spengere il gas per un attimo; ma si tratta, per l'appunto, di un attimo. Nel finale ti compiacerai a lungo con lui e lo ricorderai perfino quasi fosse vino da meditazione.

La chiosa:

Parlare di Anselmi è tutto dire. Per esempio di vocazione e intelligenza nell'interpretare una terra, un tempo bistrattata solo per ottener dalla garganega frutti avari di emozione, che agli occhi di oggi non si addicono davvero alle potenzialità elettive di quell'uva.

Mi si narra di rivoluzioni e testardaggini, solo e soltanto in nome della ricerca, del rispetto, della consapevolezza di aver ricevuto un dono da rivelare appieno, fulgido. Mi si narra infine delle ultime gesta che hanno visto allontanare l'alfiere di un tempo dall'alveo costretto delle DOC e docg. Gesta foriere di discussioni e parole sopra parole.

Roberto Anselmi "tira diritto e non si sveste dei panni che è solito portare", traducendo gli estri nei vini che continua a proporre. Vendemmia dopo vendemmia si è fatto così traspositore genuino di un personale modo di vedere, alla ricerca dello spasimo bello dei suoi cru, alla rincorsa del tempo perduto.

Con Capitel Croce 99 - ma potrei dirvi lo stesso di Foscarino o de I Capitelli (se cercate pazienti sull'AcquaBuona li troverete) - Roberto Anselmi si è ripetuto, regalandoci l'ennesimo piccolo miracolo vinoso, all'insegna della personalità spiccata, dell'integrità, dell'eleganza espositiva, della pienezza gustativa.

Per questo, dopo tanti anni di assaggi e di intimi abbracci legati ai suoi bicchieri, ancor di più mi pesa oggi il non averlo conosciuto. Ma è iniziato da poche ore l'anno nuovo; non è forse questo il momento dei buoni propositi?


 

   

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