Il vino:

Vermentino dei Colli di Luni DOC Sarticola 2000 - Ottaviano Lambruschi

Sotto-zona/cru: Vigneto Sarticola - Ortonovo (Sp)

Data assaggi: Gennaio 2002

Il commento:

Giallo paglia netto e limpido, di leggibile e inattesa densità, si apre odoroso, ben esposto e intenso con memorie accennate di frutta e vegetale sopra un suadente fondo di mandorla: mela verde, uva matura, ginestra selvatica, roccia calda e macchia mediterranea si rincorrono in nitido e fresco melange.

In bocca mostra esclusivi corpo e fittezza, equilibrio e rigore.
Le sensazioni aromatiche te le ritrovi tutte su base calda, ioidica e minerale, tessuta con garbo. Di grande beva e raffinata tipicità, lo ammiri per l'integrità e la brillantezza, il rigore e la precisione, il passo e l'armonia: niente di più simile agli umori della sua vigna. In enoteca - tiratura limitata- sta sui 9 euro. Da bere e da sognare. Ora.

La chiosa:

È inutile negarlo. Quando scopri una meraviglia a te vicina, per geografia o sentimento, storia o amore, ancor più meraviglia ti crea, perché non te l'aspetti e perché ti acquieta il fatto che i piccoli piaceri della vita materiale - sale e spirito di ognuno - possano a volte trovarsi a portata di mano; basta odorarli, comprenderli, aprirsi a loro, protendersi.

Fabio Lambruschi, figlio di Ottaviano, il vignaiolo-cavatore che letteralmente creò con le sue mani la vigna per amore della terra, inizia ad avere coscienza dei propri mezzi e dagli ultimi incontri ne ho percepito più chiara la passione. Questa prova di forza, trasposta liquida nel bicchiere che bevo, mi toglie ogni minimo dubbio: l'integrità del frutto, il tipico rigore del cru, la pienezza ed il corpo finalmente esaltati mi vogliono dire coccole rabbiose al vigneto, sentiti diradamenti, attenzioni mirate. Il vecchio Sarticola ha risposto da par suo, regalandoci in quest'annata uno dei più alti esempi di sempre nella tipologia Colli di Luni, che è come dire di vermentino per il mondo.

Da che l'ho bevuto (e riacquistato in fretta) sono accorso in vagabondaggio alle Colline del Sole nell'inverno limpido e freddo di gennaio. Scorre - tra la rosa selvatica e la ginestra, il timo e le erbe aromatiche di quei poggi - un vibrare propizio, scandito dal sole e dal mare che c'è davanti. Odora di buono. È la fremente attesa di un nuovo germoglio.


 

   

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