Il vino:

Dolcetto di Dogliani DOC Vigna del Pilone 2000 -
San Romano

Sotto-zona/cru: Vigna del Pilone -Dogliani

Data assaggi: Febbraio 2002

Il commento:

Di robe purpurea dai riflessi inchiostro, limpidezza poca e densità ingombrante, ti accoglie con profumi espressivi per brillantezza e laccatura fruttata, costituiti di amarene e mirtillo su contrappunti mineral-tostati, pepe e leggero erbaceo, per un amalgama ed una esposizione di cui attendo piena fusione, chiara nitidezza, sincera profondità.

In bocca procede fitto e a tratti masticabile; oltre il calore e la forza ne scopri la caratteristica bella bevibilità su massa tannica non invadente, ben diffusa, ed un corpo di stazza indubbia con spigoli in acquietamento. Nel finale si irrigidisce ancora e finisce puntuto ma ha spalla e vita davanti per ritrovarlo plasmato domani.

Appartenente alla riconoscibile new age dei dolcetto di Dogliani, Vigna Pilone unisce quest'anno sensazioni di bocca polverose a qualche imprecisione aromatica di troppo che ledono all'armonia del tutto e soprattutto all'eleganza, per cui la smisurata dolcezza dei tempi belli qui è solo propensione.

Non per questo non ne resti affascinato; quanto basta per consigliarlo ai curiosi e a chiunque voglia avvicinarsi ad un modo altro, rabbioso e bello, di fare vino. I 10 euro spesi varranno l'assoluto compiacimento.

La chiosa:

A giocare con le estrazioni e le determinate consistenze si deve fare i conti con il senso della misura e dell'equilibrio, sempre. Misura ed equilibrio delle esposizioni, delle trame , che sono caratteristiche da coccolare e perseguire con accanimento. Solo in tal modo i dolcetto di Dogliani, così caratteriali e forti per natura, riescono a regalarti emozioni difficilmente dimenticabili.

Io, oggi come ieri, proclamo il fascino della "beva dolcetto". Qui a San Romano l'accanimento è di casa, le imprese non sono cosa nuova e il Vigna Pilone forse, anche se il bicchiere raccontato oggi non te lo dice fino in fondo, è uno dei cru elettivi del territorio tutto.

Sicurezze in più io vedo nel nome del vignaiolo - Bruno Chionetti - e dell'enologo, Beppe Caviola, che del dolcetto e della cura maniacale - alternativa - per arrivarne all'essenza ne è il giovane alfiere.


 

   

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