Il vino:

Barbera d'Alba DOC La Romualda 1996 - Ferdinando Principiano

Sotto-zona/cru: Monforte d'Alba (Cn)

Data assaggi: Aprile 2002

Il commento:

Il colore granato compatto e ancor saldo, in ogni modo denso, prelude a profumi di struggente e malinconica essenza, di eterea velatura e nello stesso tempo di fulgida e cangiante nitidezza, tra i quali i terziari profondi fioriscono su una base di ciliegia molto matura: echeggianti le note di humus, ghianda e foglie secche, rinfrescanti quelle dell'eucalipto poi, ancora più in là, illuminanti i rintocchi di grafite e liquirizia dolce, a comporre un quadro elettivo e maturo, nel quale confondersi vien d'istinto.

Una bocca scorrevole, precisa e ordinata, di corpo e trama affusolata e diritta, "barberista" in ogni anfratto, regala ad ogni piè sospinto equilibrismi tra la sottile scorta acida e la matrice tannica distesa e dolce, a realizzare una assoluta, trascinante agile beva, a colpire al cuore, quale morbida carezza. Nessuna asperità nei dintorni, esclusa quella percezione sovralcolica presente ad ogni sorso, che ti accompagna - pur senza ferire - nel cammino.

Lunga sarà l'articolazione, bello il compiacimento, per una barbera da "pronunciarsi" al femminile, riconoscibile e raffinata, nella quale respirare l'aria del cru, e che potete trovare - spero - a 15 euro o giù di lì sugli scaffali d'Italia.

La chiosa:

Bella riprova, misurata alla distanza e sul tempo che passa, per La Romualda 96 del giovane alfiere monfortino Ferdinando Principiano. Sulla scia di una via tracciata, questa barbera che in tenera età mi si dichiarò estremamente calda, robusta, moderna e boisée ha trovato oggi dolce acquietamento e rilassata sostanza, sì da presentarsi sensuale e raffinata, aristocratica e struggente. Vi sono segni in lei del tempo e delle stagioni trascorse ma la sua solida stazza mi suggerisce l'orgoglio della piena maturità, la volontà di esserci ancora, vivida e vibrante, per qualche anno.

Pure se assaggiata in primavera imperante, ha saputo trasmettermi autunnali sensazioni di calore e di umore, di quelle - intime e belle- da dividere perlomeno in due, da comunicare a gesti e sguardi, nessuna ridondanza di parole.

Vissuta in due, La Romualda è un'eccellente moltiplicatrice di calore e sorrisi, di calore e di umore, e sarà come se fosse primavera. Un'altra primavera.


 

   

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