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Il vino:
Barbera d'Alba Superiore DOC 1999 - Armando Parusso
Sotto-zona/cru: Bussìa
di Monforte d'Alba (Cn)
Data assaggi: Aprile 2002
Il commento:
Massiccia, densa, profonda e cupa al solo sfiorarla con gli occhi, al
solo scorgerla: denso e succoso se ne preannuncia il frutto, a ben vedere.
Nei profumi uno spettro ricco, intenso, coinvolgente, cangiante, compatto,
abbagliante nell'essenza marcata del mirtillo, della mora di rovo, della
marasca, del lampone, punteggiato e costellato di spezie, accennato eppur
nitido nelle note di china e grafite. Per questo istintivamente entusiasma,
per quella sua estroversa e magmatica pomposità, che è tutto
fuor che caricaturale.
In bocca - lei - ti accoglie spessa ed opulenta, con stoffa buona e passo
di velluto. Estrema la continuità, elettiva la coerenza, mastodontiche
la prepotenza e la spinta, eppure, nonostante i suoi 14,5° alcolici,
eccola lì, sensuale, coinvolgente, equilibrata ed ammaliante: una
umorale, affascinante barbera femmina. Ti sussurra così lievi note
boisée, in via di completa fusione ed assorbimento, mentre
dolcissimi e rotondi ti appariranno i tannini, fitti fitti, diffusi, senza
ferire, che si integrano a meraviglia nella trama del frutto, offrendogli
linfa e carattere.
Vino da cui difficilmente distogli sguardo e sensi, tanta l'attrattiva.
Ha spalla e tempo davanti per mostrarsi ancora gagliardo e fiero. Con
l'aria, nel frattempo, se ne escono gli umori del cuoio lavorato e della
liquirizia, sanguigni. Sul fondo, toccante, compare il chicco di caffè.
Sogno e meraviglia assolutamente da ricercare, comprendere e goderne.
In ristoranti dai medi ricarichi sta sui 25 € o giù di lì.
Prima annata. Se il buongiorno si vede dal mattino
..
La chiosa:
C'è tutta l'esuberanza e la vigoria
della terra monfortina in questa nuova Barbera (Superiore in tutti i sensi)
dei fratelli Parusso. Ne vadano fieri e insistano, che io già so
- perché incontrata presso di loro - della barbera nuova annata
duemila, e della sua bellezza, chè ancora una volta mi è
apparsa come felice connubio di corpo e sensualità, raffinatezza
e modernità.
Marco Parusso è persona giovane e "giovanile", attenta
e premurosa, di simpatia accattivante, di sicuro talento. Le parole ed
i concetti srotolati sinceri sul suo essere vignaiolo, sulla elettività
della terra e sull'importanza del suo attento ascolto, sul reiterato rispetto
per la diversità, sull'amore viscerale per le vigne e i suoi cru
mi confondono ancora i ricordi, rendendoli pieni e belli.
Tutt'attorno, dalla lieve altura del suo Bricco Rovella, rammento il fiorire
luminoso e progressivo, primaverile, dei nuovi germogli, dal Mariondino,
alla Munie finanche - giù in fondo- al nuovo Fiurin di Bussìa.
Le suggestioni emotive regalatemi dalle terre e dai luoghi, dalla modernissima
e pensatissima nuova cantina, dai gesti e dai modi di questo giovane alfiere
di Langa e della sorella Tiziana (per non dire dei vini, ovvio!) sono
impossibili da dimenticare, sì che impellente se ne fa il racconto,
i cui contorni incomincio a partorire or ora.
In quel racconto, io spero, tutte le parole che sarò capace di
mettere assieme per descrivere e rendere partecipi. Più oltre,
dove dimorano suggestione profonda, pensiero veloce, meraviglia interiore
e struggimento, non c'è parola che tenga. Per viverle potete provare
- esempio fra tanti qui in Langa - a percorrere passo passo la strada
per Castiglion Falletto. Non abbiate fretta. Alta la probabilità
di un incontro.

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