Il vino:

Carmignano Vigne Alte Riserva 1993 - Fattoria di Ambra

otto-zona/cru: Montalbiolo - Carmignano (Po)

Data assaggi: Giugno 2002

Il commento:

Lo stappo, lo decanto, lo attendo. Lui all'appello si presenta di veste granata compatta, dignitosamente densa. Lo accosto al naso una volta, poi un via vai: dapprincipio i profumi, accarezzati e rinforzati da profondi terziari, si diffondono su una sensuale base di frutto nero con note di bacca, grafite e pierre a fusil tutt'intorno, poi l'aria e il tempo danno più respiro alla cerise confite, perdurante. Insiste e persiste così in una raffinata esposizione aromatica che sottende a un palato diffuso, ammaliatore e dolce, molto unito nella trama, ben tessuto nel tannino, tannino che sfiora e non ferisce mentre beatamente s'acquieta l'acidità (ma non ancora la spinta). La vena sapida accompagna mentre con l'aria più intensa si fa la sensazione di frutta rossa matura e la speziatura del pepe nero.

Ne rammento inoltre l'umore delle foglie secche, la sottile vena tabaccosa, la struggente, sfumata rarefazione sensoriale tutta. Non vi sono forse persistenze elettive nè doppi passi da campione del mondo ma in questo bicchiere vi dimora l'unione delle parti. Unito e leggiadro riesce a regalarti così tutto quello che un Carmignano dovrebbe regalarti, ieri oggi e domani: eleganza ed equilibrio. A me bastano.

Casomai scopriste nella vostra cantina questa bottiglia date la parola al cavatappi perché su questa bella china forse, ahinoi, non durerà tanto a lungo.

La chiosa:

Dopo questa bottiglia ho ripensato istintivamente alle parole e alle ansie del vignaiolo che l'ha creata, trasmessemi rapide durante una mia recente (troppo frettolosa) visita alla sua cantina. Beppe Rigoli, vignaiolo, agronomo, enologo, anima dell'Ambra di Comeana, si pone - giustamente - interrogativi sul da farsi. Quale dovrebbe essere la via migliore per il Carmignano del terzo millennio? Dare maggior voce ai vitigni d'accompagno, peraltro storicamente radicati quali il cabernet - o più nuovo - il merlot o lasciar rifulgere i terroirs prediligendo ora e sempre il mitico sangiovese, nel bene e nel male? Sono questioni per niente scontate, e neanche soltanto banalmente strategiche,vanno in profondità e intaccano le radici di un pensiero e di una convinzione, soprattutto per uno che è abituato ad inseguire caparbiamente uno stile proprio, ricercato e coccolato nelle quattro espressioni fulgide dei suoi quattro cru: Montalbiolo (da dove proviene il bicchiere di oggi), Elzana, S.Cristina in Pilli, Montefortini.

Mi sono risposto: lui è uomo di terra e lavora la terra, in più ha il dono grande di saper la tecnica. Conosce quindi quali sono le regole di vigna che possano dare di più. Meglio ancora,quelle vigne le sperimenta anno dopo anno da autentico e avveduto bricoleur, traendone consigli. I tempi poi si muovono in fretta oggi e forse possono dare una mano ai vignaioli pensanti come lui. Scienza e conoscenza unite sono in grado di regalare dei frutti. La Toscana e i suoi storici vitigni ne saranno coinvolti....

Poi mi sono ingarbugliato e allora mi sono risposto: se non trova lenimento ai suoi pensieri,o soluzione, senza attendere oltre corra in cantina e stappi un Carmignano Riserva Vigne Alte 1993. Semplice. La strada - la sua strada - apparirà tracciata.




 

   

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