Il vino:

Gavi di Gavi DOC Monte Rotondo 1999 - Villa Sparina

Sotto-zona/cru: Monte Rotondo - Gavi (Al)

Data assaggi: Luglio 2002

Il commento:

Gialla sgargiante, luminosa e densa, sensibilmente densa, con un aspetto di signorile compostezza: così mi è apparsa questa prova di forza liquida estratta dall'uva cortese coccolata e maturata oltremodo in pianta.

Al naso rivela una grande, profonda trama mutuata da un frutto maturo, finanche esotico, che ti ripaga con precise sensazioni di agrumi canditi e fiori gialli sostenute da un nerbo vegetale di rara raffinatezza, fondato su ricordi evidenti e balsamici quali quelli che ti può regalare il tralcio umido del finocchietto selvatico appena colto quando lo recidi, ma poi ci sono anche la scorza di cedro, il miele, la nobile roti, accennata ma percepibile, nonché un sottofondo minerale di intuitiva essenza a bilanciare le note grasse dello spettro. Il rovere, in tutto questo dipanarsi, dire che è integrato è dire poco.

Ma non finisce qua perché al palato sa coinvolgerti da par suo per via del caldo e caloroso sviluppo, terragno, fuso, raffinato, nel quale sprigiona potenza, complessità ma anche freschezza grazie alla vivida spina acida che ne sostiene le sorti; grande la diffusione aromatica a mezza via (hai presente la coda del pavone?) e finale in allungo strepitoso, pieno di succo, coerente, progressivo, mai stancante, elogio dei campi arati, dei fieni colti, della terra tutta.

Sorprende a più riprese per la capacità di riproporsi cangiante e appetibile ogni sorso che passa. Senza ridondanze o ammiccamenti ti porta alla riprova istintiva ad ogni bicchiere. Ad ogni bicchiere che passa sei ripagato da un sogno in più.

In ristoranti giusti dai prezzi giusti sta sui 24€. In stato di grazia assoluto se lo stappi adesso.

La chiosa:

Ho poco da dirvi sulla Villa Sparina da che, seppure celebrata, non ne conosco le anime. Questo per me è un grande cruccio, sia chiaro, ma percepire dai loro bicchieri la ricerca per arrivare a qualcosa di diverso e di rabbiosamente vero nelle terre alessandrine del cortese per ora mi è sufficiente e mi ripaga, tanta la bellezza.Non durerà a lungo questa misconoscenza, lo so, con la curiosità che avanza e la bramosia del viaggio che assilla.

Semmai, ora come domani, mi piacerà ricordare questo Gavi '99 insieme alla straordinaria personalità di una donna del vino - di quelle che ce ne vorrebbe- con cui l'ho condiviso: Mariella Gennari, lassù tra i monti della Cisa, nella confortevole Locanda che porta il suo nome, ogni volta che la incontro - lei e i suoi vini - mi confonde.

Quando esci da lì (a malincuore ben inteso) hai ripreso quei tre quattro centimetri di portamento in più accasciatisi ed ingobbitisi nel tran tran quotidiano.

Ebbene, ora che abbiamo unito in matrimonio il Monte Rotondo alle delizie della sua cucina come l'insalata di tacchino al tartufo Nero di Fragno e al vincotto di fichi oppure alla sincretica e trasognante tagliata di manzo all'olio di MonteVertine, i centimetri recuperati sono stati cinque o sei.

Dirò di più, i miei quarant'anni di oggi quasi trentasei.



 

   

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