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Il vino:
Rosso Toscana IGT Syrah 1999 - Poggio Al Sole
Sotto-zona/cru:
Poggio al Sole - Badia a Passignano - Tavarnelle VP (Fi)
Data assaggi: Novembre
2001
Il commento:
Compatto,
fitto e denso nel suo scuro rubino, violaceo ai contorni, nerastro al
centro, non è punto propenso ad esser penetrato dalla luce eppure
ti appare istintivamente bello e profondo per come all'occhio si dispone.
Affascinante e sognatore se lo odori, sviluppa un quadro ampio e fresco,
in attesa soltanto di pieno amalgama e di esplosione, dove percepisci
tutte le sue enormi potenzialità ammaliatorie, lodevolmente adagiate
e smussate nei loro toni più asperrimi sì da mostrarsi intensamente
fruttate e finemente speziate, con riconoscimenti suadenti di mora e mirtillo,
liquirizia ed eucalipto, spezie orientali e caffè, di indubbia
finezza.
A dir poco emozionante lo scopri al palato, dove la grande concentrazione,
la sapidità, lo sviluppo e la sofficità ne fanno un monumento
alla sensualità e alla pienezza gustativa, in cui si rincorrono
coerenti aromi di bocca, e perfetto ti appare il contributo del rovere
così come a grana finissima il tannino. Lunghissimo e avvolgente,
caldo ed elegante, preciso e definito, polputo e affatto caricaturale,
riesce a farsi desiderare e desiderare ancora, sì che il degustatore
- o il curioso - troverà assai arduo il distaccarsene. Ha belle
carte da giocarsi per il futuro, non c'è che dire, ed il futuro
lo immagino radioso, come già il presente.
Oggi come oggi lo troverete in enoteca sulle 50mila lire o giù
di lì. Non lo puoi considerare economico, non puoi neanche dire
che ce n'è a bizzeffe (troppo piccola la vigna), di certo non potrai
fare a meno di dimenticarne la sontuosità. Da coccolare e da meditare.
Per sempre.
La chiosa:
Non nascondo la mia predilezione
- complici le prove e le riprove- per lo stile di questa cantina, così
come non posso non confidare sulla grande bravura di Giovanni (Johannes?)
Davaz, quasi da portare ad esempio.
Confermo poi i giudizi che ebbi a dare su questo incredibile vino, anzi!
li rafforzo ancora rispetto a quando lo incontrai - novello - nei miei
assaggi primaverili. Dissi allora che forse qualche grande conoscitore
di sirah avrebbe potuto non esser d'accordo nell'averlo io trovato bello
e affascinante.
Adesso non ho più timori. Mi rassicura un intimo legame, sincero, stabilitosi
tra me e lui: improvvisa, passionale e seducente la morbida carezza con
il quale mi ha accolto. Bene, quell'intimo legame, quella carezza, si
sono trasformati- nel caso di questo mio bel sirah di Toscana- in un bacio
indimenticabile. Sulla bocca si intende. E i baci scambiati lo sai che
restano, non c'è nulla da fare; dietro quei baci - nel ricordo così come
nel solo attimo del concedersi- si nascondono il sottile e prepotente
senso dell'appartenenza, del piacere condiviso e della felicità. Foss'
anche per un solo attimo, val la pena di provare.

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