L'appunto al vino
di Fernando Pardini
 
 

Il vino:
Chianti Classico docg 1999 - Castello dei Rampolla

Sotto-zona/cru: Santa Lucia in Faulle - Panzano in Chianti (Fi)

Data assaggi: Novembre 2001

Il commento:

Severo e non troppo à la page nel bicchiere, si mantiene rubino/granato con unghia trasparente, assolutamente limpido e tendente allo scorrevole, sia pur impostato su una discreta densità visiva.

Il naso è rigoroso pur esso, di un fruttato evoluto rosso amarena, disposto su note di ghianda, terra bagnata e minerale a cui l'aria aggiunge una ventata di freschezza e gentilezza grazie agli aromi della viola mammola: old fashion giudicherai il quadro, ma indubbiamente intrigante lo troverai, se solo provi a pensare che cosa dovrebbe essere la tipicità del sangiovese.

Al palato lo trovi di subitanea buona disposizione perché attacca con apprezzabile polpa e buona verve acida per poi proseguire asciutto e caloroso al centro bocca, dove elargisce e macina pepe nero, ed atterrare infine contratto e selvatico in un finale nel segno del tannino, non propriamente addomesticato, che aggiunge alla beva screziature verdi per una non completa distensione.

Ti appare così frenato nello sviluppo tutto, anche perché non supportato da un frutto come suol dirsi esuberante, eppure, se non hai fretta e lo rimediti, ne apprezzi eccome il carattere, il portamento, la dignità e il messaggio che ne viene: quello di un vino che non si concede per niente al nuovo e al facile, orgoglioso nella sua identità, conscio che la natura riserva annate da sogno e altre da "dormiveglia". Così il ciclo delle stagioni della vita, se non viene disturbato o ammalato.

Sugli scaffali sta a 25mila lire o, se volete, a 13 euro.
Per la serietà e la schiettezza merita l'acquisto e la meditazione.

La chiosa:

No, non è un vino entusiasmante, di quelli a cui spesso la famiglia Di Napoli Rampolla ci ha abituati, ma mostra spavaldo la fiera insegna del sangiovese, senza scorciatoie ne scappatoie. Per la spontaneità e la sincerità che ne traspare suscita in me viva ammirazione al punto che -quasi quasi- ha da sembrarmi una bandiera.

Io attendo solo arrivi il vento e che cento di queste bandiere comincino a sventolare. Di nuovo. Per indicare strade.



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