Si è concluso il
Winefestival di Merano
 
 

Si è concluso il Festival Internazionale del Vino di Merano, che si è svolto nei giorni 11, 12 e 13 novembre negli eleganti ambienti del Kurhaus della bella cittadina altoatesina. Solo nella prima giornata è stata registrata la presenza di più di 1500 visitatori.

La manifestazione conteneva al suo interno varie sezioni: I 100, con il meglio del mondo enologico italiano, gli Emergenti (tra i quali trovare autentiche perle), i migliori produttori altoatesini, i Vignaioli del Bordeauxi e I Consorzi per quanto riguarda la parte enologica, mentre Culinaria copriva in modo assai completo il settore gastronomico e degli alimenti di qualità.

La manifestazione aveva un costo di ingresso piuttosto ragguardevole (80 mila lire per un giorno, 140 mila per due e 200 mila per tre giorni). Il risultato è stato una forte selezione del pubblico sul piano dell'effettivo interesse e la conseguente possibilità di degustare senza problemi di soverchio affollamento (neanche la domenica, forse con la piccola eccezione della sezione degli Champagne) avendo di fronte in buona parte dei casi il produttore disponibile a fornire delucidazioni o soddisfare curiosità. Solo per fare un esempio che ci riguarda direttamente, noi de l'AcquaBuona abbiamo incontrato (e vi daremo presto conto delle conversazioni avute) produttori del calibro di Girolamo Dorigo, Leonildo Pieropan, i fratelli Gini, Marilisa Allegrini, Salvatore Avallone di Villa Matilde.

Discorso un po' diverso per la sezione Culinaria, dove forse l'ambiente troppo ristretto rispetto al numero di espositori rendeva spesso difficile l'accesso a stand particolarmente 'di moda' quali possono essere oggi quello sui salumi di Cinta Senese o il lardo di Colonnata. E al di là di vini stracelebrati (ma dove si potevano assaggiare, facendo pochi metri e attraversando un pubblico attento, i vini di Giacomo Bologna e di Albino Rocca; il Lupicaia, Sassicaia e Ornellaia - soggetti però a rapido esaurimento - ; il Saffredi e il Giorgio I; il San Leonardo e il Montsclapade; il Duca Enrico...) ci ha fatto piacere sentire, anche fra gli Emergenti, delle sorprese indimenticabili (vorremmo ricordare qui il Sauvignon 1999 di Franco Toros, solo per fare un esempio) e una panoramica di vini dolci che affiancavano, oltre ad alcuni nostrani strepitosi Recioti di Soave e Picolit, i due stupendi cru di Tokaji Aszú 6 Puttonjos della Royal Tokaji Company.

Dobbiamo dire che la manifestazione ci è sembrata ben riuscita, con una buona organizzazione capace di garantire che tutto filasse liscio, dai simpatici guardarobieri agli efficienti punti distribuzione di bicchieri, disseminati per consentire l'opportuno cambio al passaggio di degustazione dai bianchi ai rossi, per finire all'impeccabile puntualità nel rinnovo dei secchielli del ghiaccio.

 

(lb&rf)

 

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